Dolci di Natale pugliesi: i 10 dolci della tradizione (con le ricette)

In Puglia il Natale si riconosce dal profumo: vincotto che scalda sul fuoco, mandorle tostate, olio caldo per le pettole. Ogni zona ha i suoi dolci, ma gli ingredienti sono quasi sempre gli stessi, quelli di una cucina contadina che usava ciò che aveva in casa: farina, mandorle, miele, vincotto d’uva o di fichi, cannella e scorza d’arancia. Molti sono fritti, e quasi tutti si preparano in grandi quantità, da condividere con parenti e vicini.

Ecco i dolci di Natale pugliesi più tradizionali, zona per zona, con le nostre ricette quando le trovi sul sito.

I dolci di Natale pugliesi della tradizione

1. Cartellate

Sono il simbolo del Natale pugliese, in tutta la regione. Nastri sottilissimi di pasta fatta con farina, olio e vino bianco, pizzicati e arrotolati a forma di rosa, fritti e poi immersi nel vincotto caldo o nel miele, con cannella e zuccherini colorati. In dialetto barese si chiamano carteddate. Ecco la ricetta delle cartellate pugliesi.

2. Pettole o pittule

Palline di pasta lievitata fritte: nel Barese e nel Tarantino si chiamano pettole, nel Salento pittule. Si mangiano semplici, con un ingrediente dentro (cavolfiore, baccalà, olive) oppure dolci, passate nello zucchero o nel vincotto. A Taranto aprono il periodo natalizio il 22 novembre, con la festa di Santa Cecilia; nel Salento arrivano con la vigilia dell’Immacolata. Qui trovi la ricetta delle pittule salentine e la leggenda delle pettole di Natale.

3. Purceddhruzzi

Il dolce di Natale del Salento. Sono piccoli gnocchetti di pasta profumata agli agrumi, fritti nell’olio extravergine, passati nel miele caldo e decorati con confettini colorati e, in molte famiglie, pinoli e cannella. Il nome viene dalla forma, che ricorda dei piccoli porcellini. Hanno origini antichissime e sono riconosciuti tra i Prodotti Agroalimentari Tradizionali della Puglia.

4. Castagnelle

Tipiche del Barese e del Foggiano. Nonostante il nome non contengono castagne: sono biscotti poveri di mandorle, farina, zucchero, cannella e cacao, senza burro né uova, spesso ricoperti di cioccolato dopo la cottura. Ecco la ricetta delle castagnelle baresi.

5. Sasanelli

Biscotti scuri e profumati della zona di Gravina e Altamura, preparati anche nel Barese e nel Tarantino: mandorle tostate, vincotto, cacao, cannella, chiodi di garofano e scorza d’arancia, in forma di polpettine allungate. Si fanno per i Morti e poi di nuovo per Natale. Ecco la ricetta dei sasanelli.

6. Mostaccioli (mustazzoli)

Nel Salento si chiamano mustazzoli, nel Barese mustazzueli. Sono biscotti morbidi di farina, mandorle tostate, zucchero, vincotto o miele e spezie, a forma di rombo o di cubetto irregolare, ricoperti da una glassa di cioccolato fondente. L’impasto è simile a quello delle castagnelle, ma la consistenza è molto più morbida. Oltre che a Natale si trovano sulle bancarelle delle feste patronali.

7. Calzoncelli

Sono tra i dolci natalizi più antichi della provincia di Foggia e sono riconosciuti come Prodotto Agroalimentare Tradizionale: fagottini di pasta sottile, fritti nell’olio extravergine, con il ripieno classico di castagne del Gargano, miele, cacao, cannella e scorza d’arancia. Esistono varianti con purea di ceci e cioccolato, con marmellata d’uva o con la cotognata. A Turi, con il ripieno di ceci, li chiamano “cuscini di Gesù Bambino”.

8. Cupeta

Il croccante di mandorle e zucchero, spesso con un po’ di miele, che i cupetari preparano sulle bancarelle delle feste e che a Natale non manca nelle case del Salento. Ecco la ricetta della cupeta salentina.

9. Pesce di pasta di mandorle

A Lecce e nel Salento, a Natale, la pasta di mandorle prende la forma di un pesce: si modella negli stampi di gesso e si riempie di confettura, oggi anche di crema al cioccolato. La base è la pasta di mandorle pugliese.

10. Taralli dolci glassati

Sui vassoi delle feste non mancano i taralli dolci ricoperti di glassa di zucchero, spesso al limone. Ecco la ricetta dei taralli dolci glassati.

Gli ingredienti del Natale pugliese

  • Mandorle: la base di castagnelle, sasanelli, mostaccioli, cupeta e pasta di mandorle.
  • Vincotto: mosto d’uva, o succo di fichi, cotto a lungo fino a diventare uno sciroppo scuro. Si usa per immergere cartellate e pettole e per insaporire gli impasti.
  • Miele: al posto del vincotto in molte famiglie, e indispensabile per i purceddhruzzi e i calzoncelli.
  • Spezie e agrumi: cannella, chiodi di garofano, scorza d’arancia e di limone.
  • Olio extravergine d’oliva: per friggere cartellate, pettole, purceddhruzzi e calzoncelli.

Quando si preparano

In molte famiglie la preparazione comincia con l’Immacolata, l’8 dicembre, e va avanti fino alla Vigilia: cartellate e purceddhruzzi si friggono in grandi quantità e, grazie al vincotto e al miele, si conservano per tutte le feste. A Taranto la stagione delle pettole si apre già il 22 novembre, con Santa Cecilia.

Domande frequenti

Qual è il dolce di Natale più famoso della Puglia?

Le cartellate. Si preparano in tutta la regione e sono il dolce che quasi tutti associano al Natale pugliese.

Cosa si mangia a Natale in Puglia?

Alla Vigilia domina il pesce, e le pettole fritte fanno da antipasto; per ispirarti leggi le ricette di mare pugliesi. Poi arrivano i dolci di questa pagina, serviti tutti insieme su un grande vassoio.

Dove si comprano i dolci natalizi pugliesi?

Nei forni e nelle pasticcerie tradizionali, e sulle bancarelle dei mercatini di Natale in Puglia. Ma il modo migliore per assaggiarli resta prepararli in casa, con le ricette che trovi qui sopra.

Nato e cresciuto tra gli ulivi e le masserie della Puglia, dove il cibo è prima di tutto identità e cultura. Dopo aver lavorato per oltre quindici anni come chef in diverse cucine professionali del territorio, ho scelto di mettere la mia esperienza pratica al servizio della ristorazione diventando consulente gastronomico. Oggi aiuto le aziende a valorizzare le materie prime locali e scrivo per condividere la vera essenza della nostra tradizione culinaria. Nei miei articoli porto la mia esperienza diretta maturata ai fornelli, raccontando le ricette storiche pugliesi, le tecniche di preparazione corrette e i segreti dei nostri migliori prodotti agroalimentari.