Ricetta della Colva pugliese

colva dei morti pugliese

Colva pugliese: il grano dei morti di origine foggiana

Michele Lorusso
In Puglia, il 2 novembre, giorno della Commemorazione dei Defunti, si rinnova una delle tradizioni più antiche e sentite: la preparazione della Colva, conosciuta anche come Grano dei Morti pugliese. Questo dolce, semplice ma ricco di significato, nasce nel Foggiano e racconta il profondo legame tra la cucina e la memoria, tra la vita e il ricordo di chi non c’è più.
Le sue origini affondano nel mondo greco-bizantino, dove il grano cotto veniva offerto nei riti funebri come segno di speranza e vita eterna. Con il tempo, questa usanza è diventata parte integrante della cultura gastronomica pugliese, trasformandosi nel dolce che oggi tutti conoscono come Colva o Grano dei Morti.
Preparare la Colva pugliese è davvero facilissimo. Ti basterà del grano tenero (o per velocizzare del grano precotto) in una terrina e condirlo con gherigli di noci e cioccolato fondente tritati al coltello, un po’ di zucchero di canna, chicchi di melagrana e un pizzico di cannella in polvere. Per completare, aggiungi un goccino di vincotto. Dopo un breve riposo in frigorifero, i sapori si amalgameranno alla perfezione e otterrai una sorta di “macedonia rustica” golosa e genuina, perfetta da servire a fine pasto o a merenda.
Puoi personalizzare il tuo dolce dei morti pugliese: sostituire le noci con mandorle o nocciole, aggiungere uvetta, scorzette di limone candite o un tocco di vaniglia. E se cerchi una versione senza glutine, puoi provare con le farine senza glutine: il gusto sarà diverso, ma altrettanto buono.
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Preparazione 20 minuti
Cottura 0 minuti
Riposo in frigorifero 1 ora
Portata dolce
Cucina pugliese
Porzioni 4 persone

Ingredienti
  

  • 500 g di grano precotto
  • 120 g di gherigli di noci
  • 120 g di cioccolato fondente
  • 1 melagrana
  • 2 cucchiai di zucchero di canna
  • 1 cucchiaino di cannella in polvere
  • 3 cucchiai di vincotto (di fichi o di uva, a piacere)

Istruzioni
 

  • Prepara il grano: sciacqua accuratamente il grano precotto sotto acqua corrente, scolalo bene e lascialo raffreddare completamente. Se preferisci partire dal grano tenero, ricordati di metterlo in ammollo per una notte e poi lessarlo finché risulta morbido.
  • Prepara gli altri ingredienti: trita al coltello i gherigli di noci e il cioccolato fondente in pezzi irregolari, in modo che rilascino sapore e consistenza. Sgrana la melagrana, eliminando eventuali pellicine bianche amare.
    preparazione colva
  • Condisci la colva: in una terrina capiente raccogli il grano cotto e aggiungi le noci tritate, il cioccolato fondente, i chicchi di melagrana e lo zucchero di canna. Profuma con un cucchiaino di cannella in polvere e irrora con 3 cucchiai di vincotto. Mescola con cura fino a ottenere un composto ben amalgamato, lucido e profumato.
    condimento del dolce dei morti
  • Riposo: copri la terrina con pellicola trasparente e lascia riposare in frigorifero per almeno 1 ora. Questo passaggio è fondamentale: permette ai sapori di fondersi e rendere la Colva più armoniosa e golosa.
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Con cosa abbinare il dolce di novembre

Tradizionalmente, la Colva pugliese si gustava da sola o accompagnata da un bicchiere di vincotto caldo, lo stesso ingrediente che insaporisce il dolce e ne accentua le note autunnali. In alcune zone del Foggiano, era consuetudine servirla anche con un bicchiere di mosto cotto o di vino dolce locale, come il Primitivo passito o l’Aleatico di Puglia, che esaltano la dolcezza naturale del grano e della melagrana.

Oggi, accanto al dolce pugliese, sono molto apprezzati anche abbinamenti più moderni: un nocino artigianale, un rosolio al fico o un amaro pugliese come il celebre Padre Peppe, perfetti per chi ama concludere il pasto con un tocco aromatico e deciso. Qualunque sia la scelta, la Colva resta un dolce che invita alla condivisione lenta, da gustare con calma e memoria, come vuole la tradizione pugliese.

 

Nato e cresciuto tra gli ulivi e le masserie della Puglia, dove il cibo è prima di tutto identità e cultura. Dopo aver lavorato per oltre quindici anni come chef in diverse cucine professionali del territorio, ho scelto di mettere la mia esperienza pratica al servizio della ristorazione diventando consulente gastronomico. Oggi aiuto le aziende a valorizzare le materie prime locali e scrivo per condividere la vera essenza della nostra tradizione culinaria. Nei miei articoli porto la mia esperienza diretta maturata ai fornelli, raccontando le ricette storiche pugliesi, le tecniche di preparazione corrette e i segreti dei nostri migliori prodotti agroalimentari.

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