Il 1° novembre, quando nel resto d’Italia si smontano le decorazioni di Halloween, a Orsara di Puglia si accendono i fuochi. Decine di falò davanti alle case, centinaia di zucche intagliate con facce umane e un lumino dentro, famiglie sedute intorno alle braci fino a tardi. Sono i Fucacoste e Cocce Priatorje, «falò e teste del Purgatorio», e per una notte questo borgo dei Monti Dauni, che ha meno di tremila abitanti, si riempie di migliaia di persone.
Nel 2026 la festa cade domenica 1° novembre, come ha confermato il Comune. Il programma dettagliato di solito esce negli ultimi giorni di ottobre; nel frattempo, più sotto, trovi com’è andata l’anno scorso, che dà un’idea abbastanza precisa degli orari.
Fucacoste 2026: quando andare e cosa sapere
I falò si accendono in serata (nel 2025 alle 18:30) e restano accesi fino a notte, ma il paese si anima già dalla mattina, con la via delle zucche che parte da via Cavour, le street band e i laboratori. L’ingresso è libero; si prenotano solo le visite guidate e il Ghost Tour.
Il consiglio più importante è uno: arriva presto. Il Comune lo ripete ogni anno, mattina o primo pomeriggio e comunque non dopo le 19. I parcheggi sono presidiati da forze dell’ordine e Protezione Civile e, quando si riempiono, l’accesso al paese può essere sconsigliato o chiuso. Porta un giaccone e scarpe comode: Orsara è in collina, la sera di novembre fa freddo e il centro si gira a piedi, tra salite e vicoli.
Cosa sono i Fucacoste e Cocce Priatorje
I fucacoste sono i falò, tradizionalmente di ginestra. Le cocce priatorje sono le zucche intagliate, le «teste del Purgatorio». La tradizione ha radici medievali e mescola il culto dei morti con i ritmi della vita contadina: si crede che nella notte tra il 1° e il 2 novembre le anime tornino a visitare i loro cari. Le zucche indicano la strada verso le vecchie case, il fuoco le scalda e le purifica prima del ritorno in cielo.
Intorno ai falò ci si siede, si mangia e si sta insieme. Sulle braci si cuoce la carne, e in tavola c’è il grano dei morti con melagrana e vincotto, simbolo di rinascita, parente stretto della colva pugliese. In molte case pugliesi, negli stessi giorni, si sfornano anche i sasanelli.
Perché a Orsara non si festeggia Halloween
Le zucche intagliate e il legame con i defunti fanno pensare subito ad Halloween, e infatti la domanda arriva ogni anno. Ma qui la festa è molto più antica e nasce dalla religiosità popolare del posto: niente streghe, niente «dolcetto o scherzetto». I Fucacoste sono un momento di ricordo, non di paura. Se cerchi feste di Halloween vere e proprie, trovi tutto in Halloween in Puglia 2026.
Il programma: com’è andata l’edizione 2025
Il programma 2026 non è ancora uscito. Nel 2025 la festa è durata tre giorni, così.
31 ottobre: l’anteprima
- Laboratori di intaglio delle zucche dalle 10 alle 12 e dalle 15:30 alle 18, al Centro Polivalente di via Di Vittorio.
- Dalle 16 la prima apertura delle «Vie delle zucche d’autunno» nel centro storico.
- Videomapping sulla facciata dell’Abbazia.
- Alle 21:30 il Ghost Tour, visita guidata notturna tra i luoghi e le storie di spiriti raccontate dai nonni (prenotazione obbligatoria).
1° novembre: la notte dei falò
- Visite guidate alle 10 e alle 15:30, su prenotazione.
- Laboratori di intaglio delle zucche dalle 9:30 alle 12:30 e dalle 15 alle 18.
- Dalle 10:30 la via delle zucche intagliate, da via Cavour, e le prime street band.
- Dalle 17 spettacoli itineranti fino a notte fonda.
- Alle 18:30 l’accensione dei falò in ogni angolo del paese, con lo street food in strade e piazze.
- Alle 23:30 la processione della Congrega dei Morti, dalla chiesa di San Nicola di Bari.
2 novembre
La mattina dopo il paese è più tranquillo. Alle 10 c’è stato il «Viaggio nella memoria», una visita guidata con figuranti in abiti d’epoca, e alle 10:30 la visita ai vigneti del Tuccanese, il vitigno autoctono di Orsara.
Cosa vedere a Orsara di Puglia
Se arrivi presto, come ti abbiamo consigliato, hai tempo per girare il paese con la luce. Vale la pena vedere l’Abbazia di Sant’Angelo con la Grotta di San Michele e il forno a paglia del 1526, che da quasi cinque secoli sforna pane. Chi ama camminare può spingersi fino al Bosco Acquara. D’estate, invece, Orsara è conosciuta per il suo Jazz Festival, uno dei più longevi d’Italia. Per altri borghi della zona c’è la guida ai Monti Dauni.
E se ti resta voglia di zucche, ci sono i campi di zucche in Puglia. Per i giorni successivi dai un’occhiata alle sagre di novembre e, a tavola, alle ricette autunnali pugliesi.
Foto di copertina: Expepper, CC BY-SA 4.0, via Wikimedia Commons.
Pugliese di nascita e ricercatore instancabile di storie locali. Da anni mi dedico allo studio e alla divulgazione delle tradizioni, dell'attualità e della storia meno nota della Puglia. Che si tratti di spulciare archivi per ritrovare l'origine di una festa patronale, o di analizzare le dinamiche sociali ed economiche dei nostri borghi, il mio approccio si basa sempre sulla verifica accurata delle fonti e sul confronto diretto con il territorio. Scrivo per offrire ai lettori un'informazione puntuale, verificata e ricca di contesto, guidandoli alla scoperta dell'anima più autentica, dinamica e a volte inedita della nostra regione.

