Nero di Troia: il vino di Castel del Monte e delle sue tre DOCG

Castel del Monte, il castello ottagonale di Federico II ad Andria, visto da sud-est

Il Nero di Troia è il grande rosso della Puglia del nord: nasce tra la Murgia, la provincia di Barletta-Andria-Trani e il Foggiano, all’ombra di Castel del Monte. È un vino diverso dai rossi del Salento, più teso e longevo, e ha alle spalle un nome che mescola mito e storia. Nella zona di Castel del Monte è il protagonista di una delle denominazioni più prestigiose della regione.

In questa guida trovi le ipotesi sull’origine del nome, le tre DOCG di Castel del Monte con le loro regole, le altre denominazioni dove il Nero di Troia è di casa e i consigli per visitare la zona. Il ritratto generale del vitigno, stile e abbinamenti compresi, è nella nostra guida ai vini pugliesi.

Perché si chiama Nero di Troia: mito e ipotesi

Il vitigno è conosciuto anche come Uva di Troia, e sul perché di questo nome circolano diverse spiegazioni:

  • la leggenda di Diomede: l’eroe greco, dopo la guerra di Troia, avrebbe navigato nell’Adriatico fino alla foce dell’Ofanto, portando con sé le prime viti. È la versione più suggestiva, ma resta un mito;
  • la città di Troia, in provincia di Foggia, la cui fondazione la tradizione attribuisce proprio a Diomede. È considerata la spiegazione più probabile;
  • Cruja, piccolo centro dell’Albania, da cui secondo alcuni il vitigno sarebbe arrivato attraverso l’Adriatico;
  • un’origine spagnola, legata agli anni della dominazione spagnola in Puglia.

Qualunque sia la verità, il nome lega il vino a un territorio preciso: il nord della Puglia, dove questo vitigno si coltiva da secoli.

Castel del Monte: tre DOCG in una zona

Nel 2011, con decreto del 4 ottobre, la zona di Castel del Monte ha ottenuto tre DOCG. Due sono rossi Riserva basati su quest’uva, la terza è un rosato:

DOCGUveAffinamento minimo
Castel del Monte Nero di Troia RiservaNero di Troia almeno 90%2 anni, di cui almeno 1 in legno, a partire dal 1° novembre dell’anno di vendemmia
Castel del Monte Rosso RiservaNero di Troia almeno 65%2 anni, di cui almeno 1 in botti di legno
Castel del Monte Bombino Nero (rosato)Bombino Nero almeno 90%

Le regole della Riserva DOCG

La DOCG più rappresentativa è la Castel del Monte Nero di Troia Riserva. Oltre al 90% minimo del vitigno principale, con un massimo del 10% di altre uve rosse, il disciplinare prevede:

  • un titolo alcolometrico minimo del 13% vol;
  • una resa massima dell’uva in vino del 70%;
  • un invecchiamento di almeno due anni, di cui uno in legno.

La zona di produzione è divisa tra le province di Bari e di Barletta-Andria-Trani, con comuni come Corato, Ruvo di Puglia e Minervino Murge. Il vino ha un colore dal rosso rubino al granato con l’invecchiamento e una struttura piena e armoniosa, pensata per durare nel tempo.

Il Bombino Nero, il rosato della Murgia

Il Castel del Monte Bombino Nero è un rosato a denominazione DOCG. Nasce da un altro vitigno autoctono della zona, il Bombino Nero, e completa il quadro di un territorio che ha puntato sulla qualità più che sulla quantità. Per scoprire gli altri rosati della regione leggi la sezione dedicata nella guida ai vini pugliesi.

Non solo Castel del Monte: le altre denominazioni

Il Nero di Troia è il vitigno principale di diverse denominazioni del nord della Puglia, tra Barese, provincia BAT e Foggiano:

  • Tavoliere delle Puglie DOC: comprende comuni delle province di Foggia e BAT, tra cui Lucera, Troia, Cerignola e Barletta. Il Rosso richiede almeno il 65% di Nero di Troia, ed esistono anche le tipologie Nero di Troia e Riserva;
  • Rosso Barletta e Rosso Canosa, dove l’Uva di Troia è la componente principale;
  • Rosso di Cerignola e Cacc’e mmitte di Lucera, dove il vitigno entra insieme ad altre uve.

Per chi cerca una bottiglia, la regola è semplice: le Riserva DOCG di Castel del Monte sono i vini pensati per l’invecchiamento; le DOC e le versioni più giovani sono più immediate e adatte al consumo quotidiano.

Quando si vendemmia

Il Nero di Troia è tra le uve più tardive della Puglia. Mentre il Primitivo si raccoglie già tra fine agosto e settembre, quest’uva arriva a maturazione tra settembre e ottobre, spesso a fine ottobre. È un buon motivo per visitare la zona in autunno: nel 2026 molte cantine aderiscono fino al 25 ottobre a Cantine Aperte in Vendemmia del Movimento Turismo del Vino.

Visitare la zona

Il punto di partenza obbligato è Castel del Monte, il castello ottagonale di Federico II, Patrimonio UNESCO: è anche il sito statale più visitato della Puglia. Intorno, tra le colline della Murgia, si trovano i vigneti e le cantine della denominazione. Per completare il viaggio tra i rossi pugliesi, leggi anche le guide al Primitivo di Manduria e al Negroamaro.

Nato e cresciuto tra gli ulivi e le masserie della Puglia, dove il cibo è prima di tutto identità e cultura. Dopo aver lavorato per oltre quindici anni come chef in diverse cucine professionali del territorio, ho scelto di mettere la mia esperienza pratica al servizio della ristorazione diventando consulente gastronomico. Oggi aiuto le aziende a valorizzare le materie prime locali e scrivo per condividere la vera essenza della nostra tradizione culinaria. Nei miei articoli porto la mia esperienza diretta maturata ai fornelli, raccontando le ricette storiche pugliesi, le tecniche di preparazione corrette e i segreti dei nostri migliori prodotti agroalimentari.