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Eccellenza pugliese in chirurgia mini invasiva

Con il Dott. Michele Massaro, esperto in chirurgia protesica mini invasiva, la Regione Puglia può vantarsi di una giovane eccellenza che sta facendo molto parlare di sé in Italia, di recente.

E’ nato ad Acquaviva delle Fonti (in provincia di Bari), classe 1978, specializzato in protesi ginocchio ed anca mini invasiva, si è distinto per merito ed impegno in un settore di alto livello.

A febbraio di quest’anno, ha battuto un record raggiungendo un primato in Italia grazie al primo intervento simultaneo per l’impianto di 3 protesi mini invasive.

Chi è? Come è riuscito a bruciare le tappe questo medico chirurgo che, all’età di 39 anni, ha già tutte le carte in regola per essere definito un’eccellenza in Puglia (e in Italia) nel settore della chirurgia ortopedica avanzata?

Dott. Michele Massaro: un talento che brucia le tappe

L’eccellenza pugliese, in realtà, eccelle già da qualche anno.

Il Dott. Michele Massaro, specialista in Ortopedia e Traumatologia, propone da anni un approccio mini invasivo in grado di ridurre notevolmente rischi ed effetti dell’intervento chirurgico tradizionale per l’impianto di protesi ginocchio e anca.

E’ giovane, super attivo, appassionato, innamorato del suo lavoro e della vita, del benessere psicofisico ed ha già ottenuto grandi numeri nel settore più innovativo della chirurgia ortopedica attuale.

Come è arrivato a tanto? Come è riuscito a bruciare le tappe in così poco tempo?

Probabilmente, è l’esperto più giovane nel campo: la sua preparazione ed i livelli raggiunti fanno parte di una storia non comune.

Ha raggiunto il suo livello di specializzazione attraverso la collaborazione con specialisti di livello internazionale e partecipa ai maggiori convegni tematici organizzati con la presenza dei migliori chirurghi del mondo nel settore della tecnica mini invasiva.

Il suo cuore, la sua formazione scolastica ed universitaria restano a Bari, la sua terra, anche se per necessità professionali ha dovuto trasferirsi presso le Cliniche Humanitas di Bergamo.

Opera a Bergamo, Milano, Bari, Barletta-Andria-Trani, Brindisi, Foggia e Caltanissetta.

Non si ferma mai.

Il percorso scolastico ed universitario del Dott. Michele Massaro

Dopo il liceo scientifico, il Dott. Michele Massaro si iscrive all’Università degli Studi di Bari e, nel 2003, ottiene la laurea in Medicina e Chirurgia.

Si rivela subito uno studente determinato, appassionato e predisposto per la materia medica.

Si laurea con il massimo dei voti a 25 anni e, l’anno seguente (2004), si specializza presso la stessa Università degli Studi di Bari in Ortopedia e Traumatologia.

Tra passione innata e conoscenze acquisite, collabora ancora studente universitario alla stesura di varie pubblicazioni scientifiche.

Nel mese di ottobre 2009 arriva per lui il primo riconoscimento: il premio “D. Galluccio” conferito a seguito di un lavoro scientifico svolto in maniera eccellente.

La sua specializzazione in chirurgia mini invasiva include alcuni training esteri e corsi di cadaver-lab svolti ad Amburgo e Sheffield.

La sua ‘storia’ accademica non si ferma qui: nel 2012, ottiene il master universitario di secondo livello nel “Trattamento della patologia degenerativa del ginocchio” presso l’Università Cattolica.

Da dirigente medico a consultant nel Gruppo Humanitas

Dopo l’università, a soli 31 anni, intraprende la carriera di dirigente medico di primo livello presso la Asl di Bari che proseguirà presso l’Asl di Taranto.

E’ un ruolo importante che gli consente di acquisire grande esperienza e conoscenze nell’ambito della chirurgia al ginocchio ed all’anca.

Nel 2012, viene scelto dall’Istituto Ortopedico Galeazzi per entrare a far parte dell’equipe nel centro di chirurgia protesica ed è qui che il suo percorso professionale, arricchito di competenze specifiche in materia, si concentra sulla chirurgia protesica mini invasiva del ginocchio e dell’anca.

Nel mese di settembre 2015, entra a far parte del Gruppo Humanitas come consultant nell’ambito della chirurgia protesica del ginocchio e dell’anca operando nelle sedi di Bergamo e Milano.

Una svolta importante nella sua carriera.

Ricordiamo che le cliniche del Gruppo Humanitas sono certificate per i loro standard qualitativi a livello internazionale dalla Joint Commission International (JCI).

 

Humanitas: il rapporto umano col paziente

Humanitas non è solo il nome delle Cliniche presso cui lavora.

Lo studio e l’aggiornamento costante, la preparazione e la specializzazione sono fattori essenziali per un medico, ma il valore aggiunto di un ‘professionista della salute’ per il Dott. Michele Massaro resta il rapporto umano che si instaura con il paziente.

Ascoltare i problemi, non solo fisici ma anche umani, delle persone che si rivolgono a lui per risolvere disturbi ortopedici è la massima priorità ed è fondamentale per stabilire un rapporto di reciproca fiducia e collaborazione.

Il paziente se, da una parte, vuole risolvere il suo problema, dall’altra, prova la giustificata paura di sottoporsi ad un intervento chirurgico. Chi non proverebbe paura?

Il Dott. Massaro è lì, pronto ad incoraggiare e rassicurare spiegando che la chirurgia mini invasiva è dalla parte del paziente: garantisce meno traumi e rischi rispetto alla protesi tradizionale, i tempi d’intervento e di recupero si riducono, la strada verso la guarigione per una qualità della vita migliore è assicurata e più breve da percorrere.

E’ arrivato il momento di fare un doveroso confronto tra chirurgia ortopedica tradizionale e chirurgia protesica mini invasiva.

Chirurgia mini invasiva: che cos’è, tutti i vantaggi

La chirurgia mini invasiva (artroplastica), non ancora conosciuta ai più come merita, è la tecnica più innovativa, sicura e rapida per risolvere la gonartrosi (artrosi del ginocchio) e coxartrosi (artrosi dell’anca) invalidanti attraverso l’impianto di protesi ginocchio e anca tecnologicamente avanzate.

Se paragonate alle protesi tradizionali, quelle mini invasive fanno la differenza sia in termini di rapidità dell’intervento e dei tempi di recupero post-operatori sia in termini di rispetto del corpo umano.

In sostanza, cartilagine ed osso danneggiati dall’artrosi vengono rimossi e sostituiti da componenti protesiche di elevata qualità, sicure, che durano in media 20-25 anni, in grado di ripristinare la funzionalità delle articolazioni compromesse.

Sono protesi costituite da materiali evoluti, di dimensioni più piccole e resistenti rispetto a quelle tradizionali.

Essendo meno invasive, si riducono non soltanto i tempi di intervento e di recupero ma anche l’incisione, la perdita di sangue durante e dopo l’intervento, i traumi (dolore e gonfiore).

La chirurgia mini invasiva, di cui il Dott. Michele Massaro è uno dei massimi esponenti in Italia, permette di risparmiare muscoli, cartilagine e parti ossee che non vengono sezionati (come succede durante l’intervento tradizionale) ma semplicemente divaricati.

Nel caso della protesi anca mini invasiva, viene mantenuta una buona parte del collo femorale, vengono preservati le strutture periarticolari, nervi e vari.

Nel caso della protesi ginocchio totale e parziale (monocompartimentale, che prevede la sostituzione di uno solo dei tre comparti del ginocchio), vengono ugualmente salvate tutte le parti non danneggiate dall’artrosi lasciando intatti i legamenti crociati anteriore e posteriore (se risultano sani).

Tutto questo rispetto del corpo serve a ridurre al minimo i rischi di lussazione ed a permettere una più rapida guarigione.

Dott. Michele Massaro: il record registrato in Italia

In Italia, è stato il Dott. Sergio Romagnoli ad eseguire per primo, dal 1986 in poi, interventi per impianti bilaterali simultanei (ovvero con un’unica operazione) di anca e ginocchio.

Il 7 febbraio 2017 è stato registrato un nuovo record, un primato importante grazie al quale il Dott. Michele Massaro si consacra, a tutti gli effetti, il primo chirurgo in Italia ad avere eseguito l’impianto simultaneo di 3 protesi mini invasive.

Ha innestato una protesi anca destra e due protesi monocompartimentali al ginocchio sinistro con un unico intervento di chirurgia mini invasiva durato due ore (il tempo necessario per impiantare una sola protesi anca tradizionale).

Un vero successo (seppure passato in sordina ed ingiustamente trascurato dai mass media), l’intervento è perfettamente riuscito: la 63enne di Roma operata dal Dott. Michele Massaro si è ristabilita perfettamente e lo ringrazia per averle migliorato la qualità della vita.

La tecnica Femur First

La tecnica Femur First, adottata per la prima volta in Italia dal Prof. Guido Grappiolo nel 2010, viene regolarmente eseguita da chirurghi esperti come il Dott. Michele Massaro e richiede una grande preparazione e specializzazione nel campo.

Femur first è un termine inglese che significa ‘il femore innanzitutto’.

Questa geniale tecnica di ‘navigazione’ consente una maggiore accuratezza nell’orientamento delle componenti protesiche e serve a ridurre al minimo la percentuale di usura e lussazioni della protesi anca mini invasiva perché rende più preciso l’angolo di lavoro tra parte acetabolare e femorale: prima si prepara il femore, poi si lavora sull’acetabolo rendendo l’intervento più mirato.

Tutto questo permette di ridurre ulteriormente le dimensioni della protesi anca e di calcolare con estrema precisione la lunghezza finale dell’arto da operare garantendo la stessa lunghezza alle due gambe.

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