Prospettiva Pasolini

a c. di S. Casini – C. Pulsoni – R. Rettori – F. Tuscano, Morlacchi Editore, Perugia 2023

di Trifone Gargano

Questo bel libro, che raccoglie gli Atti e i lavori di un articolato programma di attività e iniziative (mostra, convegni, spettacolo teatrale), frutto di una intensa e proficua collaborazione tra varie Istituzioni, in modo particolare tra il Comune di Perugia e l’Università degli Studi di Perugia (ma anche la Biblioteca Augusta, la Biblioteca di San Matteo degli Armeni), per celebrare il centenario pasoliniano da una «prospettiva», appunto, poliedrica e multicodale, come, del resto, fu l’intera produzione pasoliniana, multiforme e poliedrica, con un’attenzione particolare dedicata ai fecondi rapporti che Pier Paolo Pasolini ha sempre avuto con Perugia, non foss’altro che per Sandro Penna, e con l’Umbria (Assisi, Spoleto, e non solo).

Innanzitutto, il titolo del volume (che riprende il titolo della mostra perugina), e cioè «Prospettiva Pasolini», che è un titolo “aperto”, programmatico; nel senso che esso segna, sì, da un lato, il bilancio di un anno di studi e di attività intorno a Pasolini (e alla sua opera); ma traccia, anche, direi soprattutto, una direzione di marcia, da seguire negli studi pasoliniani, appunto, traccia una prospettiva futura. Del resto, i centenari servono proprio per questo, per sollecitare riflessioni e ripensamenti su di un determinato Classico. Riflettere su quanto, di quel Classico, sia ancora presente (o no), nel nostro tempo, nelle letture e nelle frequentazioni del nostro tempo (comprese le letture scolastiche), e perché; riflettere, cioè, intorno alle ragioni di senso del permanere di un’opera; ovvero, le ragioni della sua scomparsa. I centenari, gli anniversari in genere, non devono essere vissuti come momenti sterilmente celebrativi, ma, al contrario, opportunità per tirare una linea, nella storia della fortuna di un testo o di un autore, e rilanciare la… prospettiva. Pasolini, sotto questo profilo, è un autore molto interessante, un intellettuale, cioè, che vive di un paradosso: conosciuto poco (perché nei programmi scolastici non viene quasi mai trattato), ostracizzato e ritenuto ancora disturbante, ma intorno al quale, e alla sua multiforme attività di intellettuale (poeta, romanziere, giornalista, regista, sceneggiatore, e tantissime altre cose ancora, compresa la breve ma importantissima esperienza didattica, come professore di scuola media) pullula una grande curiosità e una grande fama di conoscenza. Basti pensare che in tutta Italia le scuole intitolate a Pier Paolo Pasolini sono soltanto tre. Questo dato numerico è molto eloquente, rispetto al paradosso cui facevo riferimento poco sopra. Le istituzioni scolastiche, e tanti altri reparti o settori dello Stato, lo respinge ancora oggi. Al contrario, il corpo vivo della popolazione, il corpo vivo dei lettori, lo richiede a gran voce. Posso dar testimonianza diretta, su questo, per aver girato, lo scorso anno, il 2022, l’intera penisola italiana, portando in giro il “mio” Pasolini, nelle piazze, ma soprattutto nelle scuole (a cominciare dal liceo di Potenza, il liceo scientifico «Pier Paolo Pasolini», uno dei soli tre istituti d’Italia a lui intitolati, con incontri-laboratori con i ragazzi, che si sono rivelati molto proficui). Sarebbe bello conoscere, per chiudere questo aspetto del paradosso pasoliniano, i dati di vendita delle sue opere (avviate, sempre lo scorso anno, da uno dei più grandi gruppi editoriali italiani, con la vendita abbinata a un quotidiano). Sarebbe interessante, cioè, conoscere i dati assoluti di vendita di quella iniziativa promozionale, per cominciare a comprendere in quante case l’opera narrativa di Pasolini sia entrata, e come si stia allargando il cerchio dei suoi lettori.

Prospettiva Paolini, sia la mostra, che il volume, nel suo duplice impianto scientifico, ha esaltato innanzitutto la territorialità. Pasolini e Perugia. Pasolini e l’Umbria. Non esaurendosi, ovviamente, in questi confini regionali (o cittadini). Questa larga prospettiva di studio, del resto, è ben testimoniato dall’Indice del volume:

– Penna e Pasolini

– La “Settimana della poesia” (Spoleto 1965)

– Pasolini e Assisi

– Pier Paolo Pasolini attraverso le lenti di Aldo Capitini

– Pasolini, Pound e Vanni Scheiwiller

– Pasolini lettore dei classici

– La Divina Mimesis

– Longhi, Pasolini, Anna Salvatore soprattutto

– Un ricordo e un ritratto dell’artista Gribaudo

– Pasolini e Moravia

– Il vuoto delle lucciole. Pasolini tra potere, ideologia ed ecologia

– Del mio paese popolato come un poema

– “Se l’è meritato”, disse mia nonna. Pasolini e il cinema

– Versi impuri. Pasolini poeta per musica

– Lo scricchiolio del corpo fracassato

Le sezioni della mostra riguardavano l’Umbria, Assisi, Spoleto, e poi il Pasolini editorialista, Pasolini e il calcio, e in morte di Pasolini. Di grande pregio, per queste sezioni, la ricca sezione delle riproduzione anastatiche degli articoli di Pasolini (da «Il mondo»; dal «Corriere della sera»; da «L’Europeo», ecc.).

Desidero segnalare, in chiusura di questo mio intervento, anche il particolare rapporto che Pasolini ebbe con la Puglia. Nell’estate di quel 1951, Pasolini, per un modestissimo compenso, accettò di realizzare un reportage giornalistico lungo le coste del Meridione d’Italia, da Caserta, giù giù, in un viaggio costa costa, che lo avrebbe condotto fino a Bari, dal Tirreno all’Adriatico. Il racconto pugliese di questo viaggio comparve, firmato con lo pseudonimo di Paolo Amari, su «Il Quotidiano», il 18 marzo del 1951, per l’articolo I nitidi trulli di Alberobello; e su «Il Popolo di Roma», l’8 agosto 1951, per l’articolo Le due Bari. Successivamente raccolti, con e come tanti altri inediti pasoliniani, in pubblicazioni postume.

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