Ostuni

Visitare Ostuni tra storia, cultura e natura incontaminata.

Ostuni: Questa splendida città del Brindisino viene anche definita la “città bianca” così chiamata per il candore dei suoi edifici dai toni morbidi e chiari che nei tempi passati era anche dipinta con calce bianca.

Una storia antichissima accompagna il nome di Ostuni, che secondo tradizione deriva dal Greco “Astu-neon” cioè Città nuova, una città costruita sopra i resti e le rovine di una ben più antica città durante il I e il II secolo DC.

Situata nella Regione Puglia, sulla cima di una collina delle Murge, è un esempio unico di architettura mediterranea con le sue case che nella parte centrale del paese quasi si sovrappongono creando un labirinto di vicoletti, stradine e saliscendi con vedute e scorci spettacolari e angoli che meritano di essere fotografati.

Passeggiando tra le mura del suo centro storico si possono ammirare chiese e cattedrali di una bellezza unica. La cattedrale di Santa Maria Assunta, considerata da sempre uno dei maggiori capolavori della città è stata edificata nel 1400. Particolare importante da ammirare il rosone centrale della facciata che sembra essere tra i più grandi d’Europa, dove il colore bianco dell’esterno contrasta con gli affreschi interni dei soffitti e delle cappelle decorate finemente.

Altro edificio Religioso che vale la pena di scoprire è la chiesa di San Francesco, considerata tra le più importanti di Ostuni. Decorata in stile Gotico, fu realizzata nel 1304 per poi subire numerose modifiche tra il 1600 e il 1700. La sua facciata originale è stata unita a quella dell’ex Convento oggi sede del Municipio cittadino. Nell’interno sono visibili statue in legno risalenti al 600 e l’ampia navata decorata da stucchi unici. Sempre nel centro cittadino, da non perdere la chiesa dello Spirito Santo, particolarmente interessante per i suoi bassorilievi caratteristici dell’epoca Gotica e dove al suo interno si può ammirare la statua seicentesca di Sant’Oronzo e quella ancora più preziosa della Madonna del Buonconsiglio.

Distante dal centro si trova anche il Santuario della “Chiesa di Madonna della Grata” dove tutti gli anni alla prima domenica di Agosto si festeggia con una grande processione il miracolo avvenuto nel 1700 da parte della Madonna quando salvò dalla malattia un uomo gravemente malato e costretto a camminare ricurvo. E’ considerato quasi un luogo di pellegrinaggio dove gli abitanti di Ostuni si recano per adorare la Madonna che ha compiuto il miracolo.

Ritornando a ripercorrere le vie del centro si sfocia in Piazza Libertà, il maggior centro culturale di Ostuni. La piazza oltre che essere circondata da numerosi negozi dai brand più ricercati dove approfittare di un momento di shopping è anche perimetrata dal Palazzo Città, un tempo fiorentissimo monastero francescano e dalla chiesa di San Francesco.

Arrivati in questo luogo dove si respira la vita cittadina, balza subito all’occhio del visitatore l’Obelisco di Sant’Oronzo, chiamato dagli abitanti la guglia. Si tratta di una colonna alta circa 21 metri risalente alla seconda metà del 1700 sulla quale sorge la statua del santo a cui gli ostunesi sono devoti per i suoi miracoli fatti in tempi di carestie ed epidemie. Sant’Oronzo dall’alto sembra ancora proteggere la città di Ostuni con la sua mano alzata.

Uscendo dal centro cittadino e percorrendo poco più di 2 Km. si arriva al Parco Archeologico Naturale di Santa Maria di Agnano. Si tratta di un museo all’aperto collegato a quello civico cittadino. Qui si viene per visitare soprattutto l’omonima grotta nella quale si svolgevano riti e culti sacri antichissimi risalenti a più di 3000 anni fa e dedicati presumibilmente ad una figura femminile. Gli studiosi hanno infatti ritrovato alcune sepolture risalenti all’epoca, che hanno chiamato Ostuni 1 e Ostuni 2, dotate entrambe di corredo funebre.

Per chi ama stare all’aperto e dedicarsi un po’ di tempo libero in mezzo alla natura, il luogo ideale è il Parco delle Dune, che estendendosi per 8 km. di costa su circa 1100 ettari, racchiude al suo interno numerosi habitat ancora incontaminati dopo che nel 2006 è stato istituito il parco, proprio per la protezione di specie faunistiche e vegetali, che altrimenti sarebbero andate perdute.

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