Come in una favola, alla scoperta degli affascinanti borghi di Biccari, Troia e Faeto.

Natura incontaminata, borghi secolari, splendidi paesaggi tutti da scoprire, luoghi ben lontani dal turismo di massa, lì… dove la vita scorre lenta: è questa la Daunia, territorio nel cuore della Puglia ubicato in provincia di Foggia.

Terra dalle mie risorse, fatta di gente ospitale e di sapori deliziosi, che vi regalerà un’esperienza più unica che rara.

Cosa vedere a Biccari, paese natale di Ralph de Palma

Il borgo di Biccari, uno dei più belli d’Italia, sorge sul territorio del Subappennino Dauno a 450 m s.l.m. in provincia di Foggia: con i suoi 2.800 abitanti e la sua posizione collinare, gode di un bellissimo paesaggio che si estende tra boschi e aree naturali. Inoltre si trova a ridosso del Monte Cornacchia, la cima più alta di tutta la Puglia.

Forse non tutti sanno che questa graziosa cittadina ha dato i natali a Ralph de Palma, pilota automobilistico nato alla fine del 1800 il quale, con i suoi 241km/h nel 1919, a Daytona Beach ha battuto il record del mondo di velocità in auto, garantendogli l’appellativo di “uomo più veloce del mondo”

 Il territorio, anticamente abitato dai Dauni, venne colonizzato prima dai Romani e poi dai bizantini, dai longobardi e dai normanni. Fu però sotto gli Svevi, in particolare durante il regno di Federico II, che il Borgo visse un periodo di sviluppo.

Città a misura d’uomo, è caratterizzata dalla presenza di edifici di interesse storico artistico come il Palazzo Caracciolo, Palazzo Goffredo, la torre bizantina e il portale medievale di Palazzo Gallo.

 Tra i simboli della fede religiosa da citare sono la Chiesa romano-gotica di San Quirico, risalente al XV sec., la Chiesa dell’Assunta, il Convento di Sant’Antonio (1477) , la Croce Viaria di Porta Pozzi (1473), il palazzo Goffredo dell’800 con le sue maestose facciate, le masserie fortificate di Santa Maria ed Imporchia, ed il palazzo Pignatelli di Tertiveri.

 Cosa vedere a troia, il borgo pugliese tra storia, leggenda e folklore

Troia, affascinante e accogliente borgo pugliese, custode di tesori antichi ed inestimabili, ubicato sulle pendici del Subappennino Dauno a ridosso del Tavoliere delle Puglie, fino agli inizi del Novecento era spesso citato come Troja o Troia di Puglia.

Conserva molte chiese antiche ed interessanti dal punto di vista architettonico come ad esempio la famosa e suggestiva Basilica Cattedrale di Santa Maria Assunta, capolavoro del XI secolo, che fonde stile romanico con elementi bizantini, famosa per il suo Rosone, esemplare unico al mondo, i cui interni sono caratterizzati da meravigliose colonne, un bellissimo pergamo in pietra scolpita a bassorilievo, e dagli affreschi dedicati alla Vergine. Tra le altre Chiese da visitare vi è quella di San Basilio Magno, che è la Chiesa più antica di Troia, aventi origini protoromaniche.

Da non perdere la Chiesa di San Francesco, risalente al Settecento, presenta degli interni in stile Rococò. La Chiesa dell’Addolorata, un tempo dedicata al culto di San Benedetto, conserva al suo interno le decorazioni settecentesche, gli affreschi e una pala del troiano Giovanni Petruzzi e la statua della Madonna Addolorata di Giacomo Colombo. Poi c’è la bellissima Chiesa di San Domenico, di origini trecentesche, con una torre campanaria con cuspide a cipolla che, crollata con il terremoto del 1930, venne sostituita dal campanile a vela con tre archetti che si trova attualmente.

A Troia fanno bella mostra anche molti edifici gentilizi, come il Palazzo dei Gesuiti e Palazzo San Domenico. Questo, in particolare, nasce sui resti del castello distrutto da Federico II e che fu monastero. Bellissimi inoltre i prospetti e le corti di Palazzo AntinozziPalazzo Siliceo e Palazzo Varo. Il Palazzo vescovile ospita la Curia, l’Archivio vescovile, l’Archivio capitolare e tutti gli atti e i documenti della ex Diocesi di Troia, nonché diversi tesori artistici come ad esempio “La Flagellazione” attribuita al Parmigianino.

Infine il Palazzo D’Avalos, palazzo seicentesco che ospita il Municipio e il Museo Civico, nel quale sono conservati alcuni reperti di epoche differenti. Nei pressi del borgo invece sorge il sito archeologico Vaccarizza, che ha dato alla luce reperti risalenti al periodo compreso tra il IX e il XII secolo.

Anche Troia, proprio come Biccari, può vantare personaggi illustri, come Antonio Salandra, politico, giurista e accademico italiano che ha dato i natali proprio qui, Presidente del Consiglio tra il 1914 e il 1916 e che passò alla storia per aver dichiarato guerra all’Austria, coinvolgendo di fatto l’Italia nel primo conflitto mondiale.

Si narra che alcuni parlamentari si rivolsero a lui apostrofandolo “illustre figlio di Troia”, e che egli rispose: “Ciò che per me fu patria, per voi è madre!”.

 

Cosa vedere a FAETO, capitale francoprovenzale dell’Italia meridionale

 

Faeto, piccolo borgo dei Monti Dauni, nasce nella seconda metà del XIII secolo, quando il re Carlo d’Angiò inviò circa duecento soldati alla Fortezza Medievale di Crepacore mentre assediava i Saraceni a Lucera. Una volta ottenuta la sconfitta dei Saraceni, il duca concesse ai soldati provenzali di rimanere nel castello per farsi poi raggiungere dalle rispettive famiglie. Questa è l’ipotesi finora più accreditata sulla nascita di questo meraviglioso borgo di circa 600 abitanti.

Ciò che rende particolare questo luogo, oltre alla presenza di una fitta rete di boschi è la lingua francoprovenzale, che ha resistito allo scorrere del tempo ed è parlata ancora oggi dalla comunità. Il nome francoprovenzale di Faeto è ‘’Faíte’’ e deriva da “faggeto” ovvero bosco di faggi.

Il centro storico di Faeto è caratterizzato da stradine e viuzze che conducono alla periferia del borgo fino a raggiungere “lo cunnùtte”, i famosi archi alle porte del paese. Queste strade sono costellate da antichi palazzi privati che risaltano per la bellezza dei loro portali. Sempre nel centro storico, da visitare, è la Chiesa Madre del Santissimo Salvatore, edificata intorno al 1570 e di elevato interesse storico.

Elemento fondamentale del territorio è il Bosco Difesa di Faeto, uno dei più importanti dei Monti Dauni dal punto di vista naturalistico, recentemente riconosciuto come Sito di Importanza Comunitaria (SIC).

Famose in questo territorio sono le sorgenti spontanee di acqua minerale, conosciute per le proprietà diuretiche e curative. Tra quelle più frequentate abbiamo il Piscero, che si trova a circa un chilometro dal borgo; la fonte di San Vito, punto in cui nasce il fiume Celone; la fontana dei Coppi, al centro del bosco comunale e la fontana Sciurtone.

 

Qui il turismo non è ancora molto sviluppato ma sono sempre in crescita le iniziative, da parte di associazioni locali e amministrazioni comunali con l’obiettivo di far conoscere questo bellissimo angolo di Puglia dove paesaggi mozzafiato, arte, cultura e ospitalità si fondono con eleganza e raffinatezza.

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