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Che lingua che fa

Che lingua che fa

di Trifone Gargano

La scuola sta per riaprire, dopo la pausa invernale, ma abbiamo tutti paura che ciò avvenga, perché in giro c’è troppa “positività”. Vorremmo, infatti, condizioni più “negative”. Troppi elementi “positivi” in circolazione; vorremmo persone più “negative”.

Sembra un paradosso, ma è così. Altro che “la fantasia al potere”, come si urlava decenni fa. Oggi, causa pandemia, è il paradosso barocco a trionfare; con tipico capovolgimento da sotto-sopra della ruota medievale della Fortuna, la “nave dei folli” si è impadronita del potere.

 

 

 

 

 

 

 

Una rivoluzione fuori tempo massimo ha permesso che Godot fosse, finalmente, tra noi.

 

 

Tutto è cambiato, a cominciare dalla lingua, dai modi di dire, dalle espressioni proverbiali. Ciò che una volta era considerato “positivo”, oggi è “negativo”. E viceversa. Pensate alla frase “Amico, manteniamo le distanze”. Una volta, era considerata come ingiuriosa, e segnava la fine di una relazione, di un sodalizio, di una storia d’amore. Oggi, invece, è un’espressione di cortesia, un invito (garbato) a tenersi prudentemente distanti. Per davvero, è il trionfo delle figure retoriche, del paradosso e del sotto-sopra rivoluzionario. Godot è tra noi. Chi lo avrebbe mai detto (ma nemmeno solo pensato), appena due anni fa.

Le scuole riaprono, e i problemi restano. Si torna alla DaD (Didattica ancora Demenziale), con la frustrante mediazione di un visore (da pc, da tablet o da cellulare che sia). Le fragilità, di piccoli e grandi, che stavamo esorcizzando, tornano prepotentemente a occupare le nostre menti e i nostri cuori.

Nessuno si azzarda più a esporre cartelli con (sciocchi) slogan tipo “Andrà tutto bene”, dal momento che, purtroppo, ci siamo resi conti che, anche in questa circostanza, nonostante i lutti e le sofferenze, abbiamo sprecato molte occasioni di crescita, continuando con le nostre meschinità quotidiane. Non è andato affatto bene. E non solo per i morti o per la diffusione (incontrollata) del contagio, no. Non è andata bene perché siamo rimasti meschini e cattivi.

Eppure, almeno a livello linguistico ed espressivo, avremmo dovuto comprendere meglio frasi del tipo “Prendere il positivo che c’è nel negativo”. Ma non è andata così. Purtroppo.

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