I trulli sono il simbolo più riconoscibile della Puglia: piccole costruzioni in pietra a secco, bianche di calce, con il tetto a cono di lastre grigie. Qui trovi cosa sono, dove si trovano, come sono costruiti e perché sono nati proprio così.
Cosa sono i trulli
I trulli sono costruzioni rurali in pietra calcarea, edificate con la tecnica del muro a secco, cioè senza malta: le pietre stanno insieme per incastro e per il loro stesso peso. Hanno in genere pianta circolare o quadrata, muri molto spessi e un tetto a cono formato da lastre di pietra sovrapposte, che termina con un pinnacolo decorativo.
Nati come ricoveri per i contadini e come depositi per attrezzi e raccolti, col tempo diventarono vere abitazioni, spesso unite tra loro a formare case con più coni. Oggi molti sono stati recuperati e trasformati in case vacanza, negozi e ristoranti.
Dove si trovano i trulli in Puglia
I trulli sono diffusi nella Valle d’Itria e nella cosiddetta Murgia dei Trulli, un’area a cavallo tra le province di Bari, Brindisi e Taranto. I centri più conosciuti sono:
- Alberobello, dove interi quartieri sono fatti di trulli: scopri cosa vedere ad Alberobello;
- Locorotondo, Martina Franca e Cisternino, nelle cui campagne i trulli punteggiano vigneti e uliveti: leggi le guide a Locorotondo e a Martina Franca;
- le campagne di Ceglie Messapica, Ostuni, Fasano e Noci.
I trulli di Alberobello, Patrimonio dell’Umanità
Nel 1996 i trulli di Alberobello sono stati iscritti dall’UNESCO nella lista del Patrimonio mondiale. Il sito comprende due quartieri: il Rione Monti, con oltre mille trulli, e il Rione Aia Piccola, con alcune centinaia di trulli ancora abitati. Tra i trulli più famosi c’è il Trullo Sovrano, noto per essere l’unico a due piani del paese.
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Perché i trulli sono costruiti a secco
La spiegazione più raccontata riguarda proprio Alberobello. Nel Seicento, secondo la tradizione storica locale, i Conti di Conversano, e in particolare Giangirolamo II Acquaviva d’Aragona detto “il Guercio”, imposero ai contadini di costruire le case senza malta. In questo modo, in caso di ispezioni del Regno di Napoli, che tassava i nuovi insediamenti, le abitazioni potevano essere smontate rapidamente e poi ricostruite.
L’obbligo decadde il 27 maggio 1797, quando il re Ferdinando IV di Borbone dichiarò Alberobello città regia, liberandola dal dominio dei Conti. La tecnica del muro a secco, però, era molto più antica: ricorda quella delle thòlos, le tombe a cupola della civiltà micenea del XIV secolo a.C.
Come sono fatti i trulli
Prima di costruire un trullo si scavava una cisterna sotto l’abitazione, per raccogliere l’acqua piovana che scende dal cono e lungo i canali laterali. Sopra si alzavano i muri a secco, molto spessi: riducono lo spazio interno, ma mantengono una temperatura piacevole tutto l’anno, conservando il calore d’inverno e il fresco d’estate.
L’interno è in genere a camera unica o composto da un ambiente centrale, sotto il cono principale, con due o tre alcove laterali usate come camere da letto. Dal lato opposto c’è il focolare con la cucina. Il pavimento è in lastre di pietra, e un soppalco in legno separa la parte centrale dalla volta, dove si conservavano gli alimenti. Un trullo misura in genere dai 20 ai 40 metri quadrati.
Il tetto a cono
Il tetto è formato da anelli concentrici di lastre di pietra, disposti a gradini e sempre più stretti verso l’alto, che si reggono in equilibrio tra loro. Lo strato interno, più spesso, è fatto di blocchi di pietra; quello esterno, che protegge dalla pioggia, di lastre sottili chiamate chiancarelle.
Pinnacoli e simboli sui tetti
Il cono termina con il pinnacolo, una pietra lavorata a forma di sfera, disco o cono, spesso con un significato devozionale o scaramantico. Su molti tetti si vedono anche simboli dipinti a calce: croci, cuori, segni astrali. Secondo alcuni hanno origine pagana, secondo altri cristiana; di sicuro fanno parte del fascino di questi paesaggi.
Dormire in un trullo
Oggi molti trulli di Alberobello e della Valle d’Itria sono diventati case vacanza, B&B e resort: dormire sotto un cono di pietra è uno dei modi più particolari per vivere la Puglia. Per un esempio di struttura ricavata dai trulli leggi Tipico Resort in Trulli.
Alberobello e il mare: le spiagge più vicine
Alberobello è nell’entroterra, ma il mare non è lontano: la costa adriatica tra Monopoli, Polignano e Fasano si raggiunge in mezz’ora circa di auto. Per scegliere dove fare il bagno leggi la guida alle spiagge vicino ad Alberobello.
Ristrutturare un trullo: le attenzioni da avere
Negli ultimi anni molti trulli sono stati ristrutturati e trasformati in case vacanza, negozi e ristoranti. Un buon recupero rispetta materiali e tecniche originali: pietra locale, calce, infissi in legno e aperture ridotte, per non snaturare la costruzione.
Divulgatore ambientale ed esploratore appassionato del territorio pugliese. Ho trascorso gran parte della mia vita a studiare, fotografare e mappare i diversi ecosistemi della nostra regione: dai laghi costieri di Lesina, Varano e Alimini, fino alle scogliere salentine e alle gravine murgiane. Grazie ad anni di esplorazione sul campo e studio indipendente della biodiversità locale, mi occupo di raccontare la ricchezza della flora e della fauna di Puglia. Il mio obiettivo è fornire guide dettagliate, sicure e scientificamente accurate per scoprire le nostre spiagge e riserve naturali, promuovendo costantemente la tutela ambientale e un turismo consapevole.

