L’aeroporto di Brindisi si chiama dal 2010 Aeroporto del Salento; il nome storico è Brindisi-Papola Casale. La sigla IATA è BDS (ICAO: LIBR). Si trova a circa 6 km dal centro di Brindisi ed è lo scalo di riferimento per Lecce e per tutto il Salento.
Come si chiama l’aeroporto di Brindisi
Il nome commerciale è “Aeroporto del Salento”, scelto per far capire subito ai viaggiatori che da qui si raggiunge tutta la penisola salentina. Accanto allo scalo civile ci sono un’area militare e il deposito per le missioni umanitarie delle Nazioni Unite e del World Food Programme.
Come arrivare a Lecce e nel Salento
- Navetta per Lecce: i bus Pugliairbus e quelli delle autolinee salentine collegano l’aeroporto a Lecce in circa 40 minuti, con diverse corse al giorno.
- Centro di Brindisi: si raggiunge in pochi minuti in taxi o con gli autobus urbani.
- Taxi e transfer: comodi per Gallipoli, Otranto o Santa Maria di Leuca, che con i mezzi pubblici richiedono uno o più cambi.
- Auto a noleggio: per girare il Salento è spesso la scelta più pratica.
Una volta arrivato, ecco cosa vedere a Lecce.
Voli e compagnie aeree
Ryanair ha una base a Brindisi dal 2010 e oggi collega l’aeroporto a 23 destinazioni, tra Italia ed Europa: le trovi nella guida ai voli Ryanair in Puglia. Volano su Brindisi anche altre compagnie nazionali e internazionali.
I numeri
Nel 2024 l’aeroporto ha superato i 3,3 milioni di passeggeri. Nel 2026 la crescita continua: tra gennaio e luglio ne sono passati 2,16 milioni, il 10% in più dell’anno precedente.
Domande frequenti
Qual è la sigla dell’aeroporto di Brindisi?
BDS per il codice IATA, LIBR per il codice ICAO.
Come muoversi dall’aeroporto di Brindisi?
Per Lecce c’è la navetta, in circa 40 minuti; per il centro di Brindisi bastano taxi o autobus urbano. Per il resto del Salento l’auto a noleggio è la soluzione più comoda.
Meglio Bari o Brindisi?
Per il Salento Brindisi, per Bari, la Valle d’Itria e Matera Bari. Il confronto completo è nella guida agli aeroporti in Puglia.
Pugliese di nascita e ricercatore instancabile di storie locali. Da anni mi dedico allo studio e alla divulgazione delle tradizioni, dell'attualità e della storia meno nota della Puglia. Che si tratti di spulciare archivi per ritrovare l'origine di una festa patronale, o di analizzare le dinamiche sociali ed economiche dei nostri borghi, il mio approccio si basa sempre sulla verifica accurata delle fonti e sul confronto diretto con il territorio. Scrivo per offrire ai lettori un'informazione puntuale, verificata e ricca di contesto, guidandoli alla scoperta dell'anima più autentica, dinamica e a volte inedita della nostra regione.

