Cosa vedere e fare a Locorotondo

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Locorotondo, prima nominato “Casalis Ritondus” poi “Locus Rotundus“, fa chiaro riferimento alla sua conformazione quasi perfettamente circolare alla sommità di una collina. Con un area di 47 km² e un’altitudine di 410 m, conta circa 15.000 abitanti e numerosissimi turisti ogni anno. In questa guida scopriremo cosa vedere a Locorotondo in mezza giornata o in una giornata intera, capendo anche cosa fare la sera.

Storia della città di Locorotondo

Tutto parte dalla storia. Quella di Locorotondo non è segnata da scene di guerra, assedi o contese. Mancano torri, castelli e mura a difesa del centro. Anche la campagna, così densamente popolata di trulli, suggerisce che il territorio non ha subito incursioni piratesche o tentativi di conquista, ma solo conflitti legati a feudi.

La documentazione storica è relativamente recente. Locorotondo fu parte del Principato di Taranto sotto gli Orsini del Balzo e, verso la metà del XVII secolo, passò al duca Francesco Caracciolo di Martina Franca.

Il primo documento che cita Locorotondo è del maggio 1195, e riguarda un casale concesso come feudo al monastero benedettino di Santo Stefano di Monopoli. Dal testo emerge che, nel XII secolo, sotto Enrico VI di Svevia, “U’Curdunn” (in dialetto locale) era un’area coltivata a uliveto e vigneto, abitata da poche persone che si affidavano alla protezione di San Giorgio.

La presenza umana in zona è però molto più antica. Diversi reperti archeologici, scoperti nel tempo, lo confermano. La contrada Grofoleo, nella Valle d’Itria, presenta caratteristiche tali da giustificare la creazione di un museo dedicato. Qui sono emersi materiali databili dal Neolitico al VI secolo a.C.. Secondo gli archeologi, ancora impegnati negli scavi, si può ipotizzare l’esistenza di un villaggio abitato senza interruzioni dal Neolitico al Basso Medioevo.

Cosa vedere a Locorotondo: una guida per ogni turista

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Locorotondo si sviluppa in forma circolare, come suggerisce il nome. Le case sono disposte lungo una corona che si avvolge intorno al centro. Il borgo è costruito con “cummerse“: abitazioni con tetti a due falde, allineate lungo vicoli stretti. Camminando tra queste strade si incontrano scorci, scale, balconi con fiori, e numerosi punti panoramici sulla Valle d’Itria, piena di trulli, vigneti e muretti a secco. Tutto si raggiunge a piedi, con un percorso che parte da Porta Napoli, attraversa la Piazza Vittorio Emanuele II, e porta fino alla Chiesa Madre e al cosiddetto “lungomare”, una strada che affaccia sulla valle e sembra sospesa nel vuoto.

Passeggiando nel centro storico la vostra attenzione sarà catturata dalle numerose iscrizioni latine incise sugli architravi delle modeste abitazioni come “parva sed apta mihi” (piccola ma adatta a me), “invidia invidenti nocet” (l’invidia nuoce agli invidiosi), “pulsate et aperietur vobis” (bussate e vi sarà aperto).

Belvedere su via Nardelli (il “lungomare”)

Un punto da non perdere è via Nardelli, conosciuta dai locali come il “lungomare”. Si tratta di una passeggiata a ridosso del bordo della collina, da cui si apre la vista sulla Valle d’Itria. All’alba, la foschia che sale dalla campagna crea un effetto simile a quello del mare. Da qui si vedono chiaramente Martina Franca, Cisternino e, più lontano, Ceglie Messapica. È il punto ideale anche se cerchi cosa fare la sera a Locorotondo, essendo che nei mesi estivi non mancano concerti in piazza, mercatini e feste di paese che animano il centro fino a tardi.

Chiesa Madre di San Giorgio Martire

Costruita tra il 1790 e il 1825, la Chiesa Madre di Locorotondo, dedicata a San Giorgio Martire, si distingue per la sua imponente facciata neoclassica e per le pregiate opere d’arte che custodisce al suo interno. Addentrandosi nel cuore del centro storico, svetta con eleganza il suo profilo architettonico, impreziosito sul timpano dalla tipica raffigurazione di San Giorgio nell’atto di uccidere il drago, realizzata da artisti locali.

L’interno, sontuoso e articolato in tre navate suddivise da maestosi pilastri corinzi, conserva quattro altari in marmi policromi provenienti dalle chiese precedenti. Di queste antiche strutture restano visibili alcuni resti, protetti da lastroni di vetro sul pavimento. Nella cappella del Sacramento si possono ammirare una tela raffigurante le Nozze di Cana e ben 42 bassorilievi che illustrano episodi del Vecchio e del Nuovo Testamento, anch’essi provenienti dall’antica chiesa.

Palazzo Aprile-Ximenes, la Torre dell’Orologio e Palazzo Morelli

Tra le tappe da non perdere a Locorotondo, spiccano alcuni edifici storici che raccontano l’anima nobile e architettonica del borgo. In mezzo al candore delle case a calce, emerge il vivace rosso pompeiano di Palazzo Aprile-Ximenes, elegante residenza nobiliare che cattura subito lo sguardo.

Poco più avanti si incontra l’antico municipio, oggi sede della biblioteca comunale. La sua Torre dell’Orologio, slanciata e sobria, sembra ispirarsi alla purezza dell’arte classica, aggiungendo un tocco solenne all’atmosfera del centro.

Girando a sinistra in via Morelli, ci si trova davanti a Palazzo Morelli, uno degli esempi più affascinanti di barocco seicentesco in paese. Questo edificio, un tempo dimora del governatore di Locorotondo, si distingue per la sua facciata elaborata e il portale riccamente decorato, rendendolo un autentico unicum architettonico nel contesto urbano del borgo.

Torre dell’Orologio

La Torre dell’Orologio si trova in Piazza Vittorio Emanuele. Fu costruita nel 1819 e faceva parte dell’antico palazzo municipale, oggi adibito a biblioteca comunale. L’edificio è realizzato in pietra locale e si distingue per la sua facciata lineare e per l’orologio meccanico ancora funzionante, che segna il tempo per gli abitanti e i visitatori del borgo.

La torre è alta circa 15 metri ed è visibile da più punti del centro. È uno dei riferimenti principali per l’orientamento: è molto facile vederla! Nella stessa piazza si trovano anche caffè e piccoli negozi artigianali.

Palazzo Morelli

Palazzo Morelli si trova in via Morelli 30, nel centro storico di Locorotondo. Fu costruito nel 1819 e rappresenta uno degli esempi più riconoscibili di architettura civile ottocentesca del borgo.

La facciata principale è caratterizzata da un portale in pietra con lo stemma della famiglia Morelli e una maschera apotropaica, elemento decorativo tradizionalmente usato per allontanare le influenze negative. I balconi presentano ringhiere in ferro battuto a “petto d’oca”, una soluzione architettonica diffusa nelle costruzioni meridionali del periodo.

Attraversando il portone si accede a un cortile interno attorno al quale si sviluppa una scala esterna in pietra. L’edificio non è aperto al pubblico. Palazzo Morelli si trova a pochi minuti dalla Torre dell’Orologio e dalla Chiesa Madre.

Cosa fare a Locorotondo e nei dintorni: itinerari ed esperienze

Una giornata intera è generalmente sufficiente per visitare Locorotondo con calma, esplorando il centro storico e i principali punti d’interesse. Tuttavia, chi desidera approfondire ci sono molte cose da fare nei dintorni di Locorotondo. Vediamole insieme!

La via del pellegrino

Tra le cose da fare a Locorotondo, la via del pellegrino è un itinerario tra i luoghi di culto del centro storico. Si chiama “del pellegrino” poichè, quando questi ultimi venivano in visita, avevano il bisogno di visitare tutti i luoghi di culto in poco tempo. Pertanto, si snoda attraverso vicoli e piazzette, toccando sia edifici religiosi più noti.

Tra le tappe principali:

  • Chiesa Madre di San Giorgio Martire: la chiesa principale del paese, in stile neoclassico, risalente a fine ‘700.
  • Chiesa di San Nicola: piccola chiesetta del ‘600, nascosta nei vicoli. È un raro esempio architettonico che fonde trullo (cupola) e cummersa (volta a botte), entrambi affrescati all’interno.
  • Chiesa di Santa Maria La Greca (o Madonna dell’Odegitria): una delle più antiche del borgo. Si distingue per l’impianto gotico-romanico, le volte a crociera e semibotte, e le sculture cinquecentesche in pietra. Il rosone in facciata è di realizzazione recente. Secondo alcune interpretazioni, il nome “Valle d’Itria” deriverebbe proprio dal culto della Madonna dell’Odegitria.
  • Chiesa di San Marco: si trova fuori dal centro, nella frazione di San Marco. È una piccola struttura con tetto spiovente in chiancarelle e campanile a vela, esempio di architettura rurale locale.

Esplorare la campagna tra Locorotondo e Alberobello

Appena fuori dal centro abitato, inizia una campagna fortemente antropizzata e organizzata, ben diversa dal paesaggio urbano di Locorotondo. Tra il borgo e Alberobello si estendono le 146 contrade, un territorio suddiviso in piccoli nuclei rurali costellati da case coloniche, masserie e trulli, che si distribuiscono in modo diffuso, quasi a formare un paese allargato.

I campi coltivati, in particolare i vigneti e gli uliveti, sono curati con attenzione. Il vino Locorotondo D.O.C. viene prodotto proprio in queste zone, dove ogni appezzamento sembra integrarsi con le abitazioni circostanti. I muretti a secco ben conservati delimitano piccoli terreni liberi da erbacce, trasformando il paesaggio agricolo in uno spazio ordinato e accessibile.

Di sera, dalla sommità di Locorotondo, si può osservare la campagna punteggiata di luci diffuse, mentre dal basso il profilo del borgo, con le sue pareti bianche illuminate, si distingue nettamente contro il cielo scuro. L’impressione è quella di un territorio vissuto, curato e integrato tra architettura, lavoro e natura.

Ciclovia dell’Acquedotto Pugliese

Tra le attività consigliate nei dintorni di Locorotondo c’è la Ciclovia dell’Acquedotto Pugliese, un lungo percorso ciclabile che attraversa la campagna della Valle d’Itria, passando tra trulli, muretti a secco, uliveti e vigneti. Il tracciato segue in gran parte il canale principale dell’acquedotto e offre lunghi tratti non asfaltati, riservati a bici e pedoni, immersi nel paesaggio rurale.

È adatto anche a ciclisti non esperti, grazie a pendenze modeste e fondo regolare. L’itinerario può essere percorso in autonomia oppure partecipando a tour guidati in e-bike.

Cosa mangiare a Locorotondo: 5 cibi da provare in città

La cucina di Locorotondo riflette le radici contadine della Valle d’Itria: piatti semplici, preparati con ingredienti locali e spesso legati alla stagionalità. Ecco cinque specialità da assaggiare durante una visita in città:

Cialledda Pugliese

cialledda

Piatto povero della tradizione contadina, preparato con pane raffermo, pomodori, cipolla, olio extravergine e origano. Esiste anche in versione invernale, con pane ammorbidito in acqua calda e accompagnato da patate e verdure.

Ciceri e tria

ciceri e tria

Una pasta tradizionale a base di ceci e tagliatelle fatte a mano, alcune delle quali vengono fritte prima di essere mescolate al piatto. È un mix di consistenze che rappresenta una delle ricette più antiche della cucina pugliese.

Orecchiette con le cime di rapa

orecchiette salsicce e funghi pugliese

Simbolo della cucina regionale, le orecchiette sono servite con cime di rapa, aglio, olio e acciughe. A Locorotondo si trovano anche con sughi di carne o condite semplicemente con pomodoro e formaggio grattugiato.

Bombette di carne

ricetta originale delle bombette pugliesi

Involtini di capocollo di maiale ripieni di formaggio, tipici delle macellerie con fornello, diffuse anche nel centro del borgo. Sono cotti alla brace e serviti caldi, spesso accompagnati da verdure o pane casereccio.

Burrata

burrata

Formaggio fresco a base di mozzarella e panna, con un cuore morbido e cremoso. Si gusta al meglio con un filo d’olio e pane caldo. Viene prodotta in zona e proposta come antipasto o piatto unico nei ristoranti locali.

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