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Cupeta pugliese: il croccante di mandorla natalizio
Ingredienti
- 500 g di mandorle (possibilmente non pelate)
- 500 g di zucchero
- ½ succo di limone
- 1 cucchiaio di miele
- ½ cucchiaino vaniglia o vanillina
Istruzioni
- Tosta le mandorle: accendi il forno a 180 °C e tosta le mandorle per 5-10 minuti, mescolandole a metà cottura. Devono diventare dorate e sprigionare tutto il loro profumo.

- Nel mentre prepara il caramello: in una casseruola dal fondo spesso, sciogli lo zucchero a fuoco medio-basso (puoi aggiungere 1-2 cucchiai di acqua). Quando lo zucchero inizia a colorarsi, aggiungi il miele e il succo di limone.

- Unisci le mandorle: versa subito le mandorle tostate nel caramello e mescola energicamente con un cucchiaio di legno, finché ogni mandorla è ricoperta da un velo dorato.Al termine stendi il composto su un piano di marmo o su carta forno unta. Appiattisci con un mattarello leggermente oliato, fino a ottenere uno spessore di circa 1-2 cm.

- Al termine, è ora di tagliare il nostro croccante di mandorle. Quando il dolce è ancora tiepido, incidi con un coltello unto per ottenere rettangoli o rombi regolari. Lascialo poi raffreddare completamente finché diventa croccante.

Nutrition
Storia e origini della Cupeta pugliese
La Cupeta è uno di quei dolci che raccontano la storia del Sud Italia meglio di mille parole. Nata come una semplice combinazione di mandorle e zucchero, la Cupeta affonda le sue radici in un passato lontano, quando la Puglia (in particolare il Salento) era crocevia di culture e sapori mediterranei.
Un dolce antico dal nome curioso
Il nome “Cupeta” ha origini molto antiche. Secondo gli studiosi deriva dal latino “cupetum”, termine che indicava un dolce a base di miele e frutta secca, diffuso già in epoca romana. Con il passare dei secoli, il termine è sopravvissuto nella parlata locale fino a indicare il nostro croccante di mandorle, oggi simbolo delle feste pugliesi.
Altri fanno risalire l’origine del nome al periodo arabo-normanno, quando in Sicilia e nel Sud Italia si diffusero preparazioni a base di miele, mandorle e sesamo, chiamate “qubbayt” o “qubbiat”, vocaboli che richiamano foneticamente “cupeta”. In ogni caso, la sua radice mediterranea è evidente: pochi ingredienti, tanto sole e un sapere artigianale tramandato per secoli.
La diffusione in Puglia e nelle feste popolari
In Puglia la Cupeta è diventata un’istituzione. La si prepara durante il periodo natalizio, visibile infatti durante il periodo dei mercatini di Natale in Puglia, ma soprattutto la si incontra nelle fiere e feste patronali, dove i maestri cupetari preparano il dolce dal vivo, tra il profumo irresistibile del caramello e il suono croccante delle mandorle tostate.
Scopri i mercatini di Natale a Lecce.
La tradizione dei cupetari ha origini nel XVII secolo, quando i venditori ambulanti iniziarono a produrla per strada utilizzando paioli di rame e mestoli di legno. Ancora oggi, in molti borghi pugliesi come Lecce, Nardò, Ostuni e Noci, la Cupeta è protagonista delle sagre e delle feste di paese, segno di continuità con una cultura gastronomica antica ma viva.
Dalla Puglia al resto d’Italia
Con il passare del tempo, la Cupeta pugliese ha oltrepassato i confini regionali, diffondendosi in tutta Italia, dove è conosciuta semplicemente come croccante alle mandorle. Ogni regione ha poi sviluppato la propria variante, con nocciole, noci o sesamo, ma l’anima della Cupeta pugliese resta unica: semplicità, profumo e genuinità.
Ciò che la rende speciale è la sua identità artigianale. Nonostante sia possibile trovarla confezionata, la vera Cupeta conserva quell’aspetto “imperfetto” tipico dei dolci di una volta, preparati con pazienza e con pochi strumenti, ma con tanto amore.
Con cosa abbinare la Cupeta pugliese
Il croccante alle mandorle, con la sua dolcezza intensa e il profumo di mandorle tostate, si presta a abbinamenti raffinati ma autentici, capaci di esaltarne il sapore senza coprirlo.
Vini dolci e liquorosi
Il compagno ideale della Cupeta è un vino dolce da meditazione. In Puglia, la scelta più naturale è il Moscato di Trani DOC, dal profumo di miele e frutta secca, perfetto per armonizzarsi con il caramello e le mandorle.
Altre ottime alternative:
- Aleatico di Puglia, con le sue note di frutti rossi e spezie;
- Primitivo Dolce Naturale di Manduria, intenso e vellutato;
- oppure un Passito di Pantelleria o un Vin Santo, per chi ama gli abbinamenti più corposi e aromatici.
Caffè e liquori
Se preferisci qualcosa di più semplice ma altrettanto piacevole, si sposa alla perfezione con un caffè espresso forte, come tradizione vuole nelle case pugliesi.
In alternativa, puoi gustarla con un rosolio alle mandorle, un amaro alle erbe locali o con un bicchierino di limoncello fatto in casa: l’acidità del limone bilancia perfettamente la dolcezza del croccante.




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