Festa Patronale di Galatina: Santi Pietro e Paolo 2026

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Ogni fine giugno, Galatina diventa il punto di riferimento di una delle feste patronali del Salento e del Sud Italia. Tra le principali feste patronali a giugno in Puglia, 28 al 30 giugno 2026, le strade del centro storico si riempiono di luminarie, processioni, musica popolare e riti che si tramandano da secoli, in onore dei due patroni della città: i Santi Pietro e Paolo.

La festa unisce piani diversi che convivono nello stesso programma: la dimensione religiosa, con messe e la processione delle statue dei santi; la dimensione storica e antropologica, legata al fenomeno del tarantismo e al culto di San Paolo come protettore dal morso della taranta; e la dimensione popolare, fatta di concerti, bancarelle, fuochi d’artificio e piatti tipici. Per l’edizione 2026 è confermato un nome di richiamo nazionale sul palco di Piazza Alighieri: Noemi.

Storia della festa patronale di Galatina

La devozione di Galatina per i Santi Pietro e Paolo affonda le radici nel XVI secolo. Nel 1568 la città viene elevata a sede vescovile, e la scelta dei due apostoli come patroni risponde a una logica precisa: Galatina diventa un baluardo della Controriforma nel Salento, in un’epoca in cui la Chiesa cattolica rafforza la propria presenza territoriale contro la diffusione del protestantesimo.

Accanto alla storia documentata, esiste una leggenda fondativa che la popolazione locale custodisce ancora oggi. Si racconta che Pietro e Paolo si siano fermati a Galatina durante un viaggio verso la Terra Santa. Testimonianza di questo passaggio sarebbe una roccia conservata nella Chiesa Madre, su cui, secondo la tradizione, si sarebbe seduto San Paolo. Intorno a questa reliquia si è costruito nei secoli un patrimonio devozionale che resta vivo e partecipato.

L’elemento che rende il culto galatinese unico nel suo genere è l’intreccio tra la figura di San Paolo e la tradizione del tarantismo. San Paolo viene venerato come protettore contro il morso della tarantola, e a pochi passi da Piazza San Pietro sorge la Cappella delle Tarante, incastonata nel Palazzo Tondi-Vignola. Al suo interno si conserva un antico pozzo, la cui acqua è ritenuta miracolosa: un tempo le donne morse dalla taranta, le cosiddette “tarantate“, vi si recavano in pellegrinaggio da tutto il Salento per chiedere la grazia e bere l’acqua benedetta, accompagnate da familiari e suonatori di tamburello.

Date e programma della Festa Patronale di Galatina: Santi Pietro e Paolo 2026

Vediamo nel dettaglio come si articola il programma dei tre giorni di festa, con gli orari e gli eventi principali per ciascuna giornata. 

Domenica 28 giugno

La giornata si apre in chiave religiosa e si chiude in festa popolare. Alle 19:00 si celebra la Santa Messa in Chiesa Madre, seguita alle 20:00 da una prima processione con i simulacri dei santi, più raccolta rispetto a quella solenne del giorno successivo. Il momento scenografico arriva verso le 21:30, con l’accensione ufficiale delle luminarie in Piazza San Pietro, Via Vittorio Emanuele II e Corso Porta Luce: migliaia di lucine disegnano archi alti fino a 25 metri.

Da questo momento la serata entra nel vivo: concerti bandistici, rievocazioni in costume del rito delle tarantate, gruppi di pizzica e cantautori salentini si alternano nelle piazze fino a notte fonda, fino alla cosiddetta Notte delle Ronde, un rito collettivo che apre simbolicamente l’estate salentina e che prosegue, tra musica e balli spontanei, fino all’alba.

Lunedì 29 giugno

È la giornata più densa, divisa in tre momenti. La mattina è scandita da messe a ripetizione, dall’alba fino alla Messa Solenne Pontificale verso le 11:00, presieduta dal Vescovo. In contemporanea, verso le 10:30, si svolge in Piazza San Pietro la rievocazione teatrale dell’antico rito del tarantismo, con attori in abiti d’epoca, carri tradizionali e musica di tamburelli e violini.

Il pomeriggio è dominato dal momento clou della festa: verso le 17:30 parte la processione storica con le statue argentate di San Pietro e San Paolo, che attraversa la Cattedrale, Via Vittorio Emanuele, Piazza San Pietro, Via Toma e Corso Porta Luce, prima di rientrare in Cattedrale. I portatori delle statue, circa 80 per ogni vara, indossano camicia bianca e cravatta rossa, simbolo del martirio dei santi.

La sera si apre con il grande concerto in Piazza Alighieri, quest’anno con Noemi come ospite principale, mentre su palchi minori si alternano orchestre giovanili e gruppi di pizzica. La giornata si chiude tra le 22:30 e l’1:30 con il gran finale pirotecnico.

Martedì 30 giugno

Il ritmo si abbassa leggermente, ma la festa prosegue per tutto il giorno con un taglio più legato a San Paolo. Al mattino si celebra la messa, spesso dedicata ai defunti della parrocchia, mentre il pomeriggio ospita eventi culturali, come convegni dedicati alla figura dei due apostoli. Verso le 18:00 si tiene la sagra dei prodotti tipici, con protagonista la Pitta di San Pietro, in Piazza San Pietro.

La sera prosegue con spettacoli di pizzica e tarantella, proiezioni a tema tarantismo e un ultimo concerto in Piazza Alighieri. Tra le 22:30 e le 23:00, i fuochi pirotecnici finali chiudono ufficialmente la festa, insieme allo spegnimento delle luminarie.

Cosa visitare durante la Festa patronale a Galatina 2026

Tra gli elementi che rendono la festa di Galatina riconoscibile rispetto ad altre celebrazioni patronali del Salento ci sono le luminarie, le zacareddhre e il rito dell’acqua di San Paolo, tre tradizioni che meritano attenzione per chi partecipa.

Le parazioni, gli archi luminosi che illuminano il centro storico, sono opera di due ditte storiche del settore, De Cagna (Maglie) e Mariano (Scorrano), che si alternano negli anni nell’allestimento. Le strutture raggiungono 25 metri di altezza e vengono programmate su basi musicali, con giochi di luce sincronizzati. Conviene osservarle in due momenti diversi: di giorno, per coglierne la struttura e i dettagli architettonici, e di sera, quando si accendono e trasformano le vie del centro in un percorso di luce.

Legate invece al rito del tarantismo sono le zacareddhre, o zagarelle: nastri colorati che un tempo servivano a individuare ed “esorcizzare” il colore del veleno della taranta, ritenuto la causa del malessere delle tarantate. Oggi vengono vendute lungo le strade della festa come souvenir e indossate sia dai residenti sia dai visitatori, diventando un piccolo simbolo di appartenenza alla festa: un gadget semplice, ma carico di significato storico, da acquistare direttamente sul posto.

Sempre nell’ambito del legame con il tarantismo si colloca il rito dell’acqua di San Paolo. Nella Cappella di San Paolo, annessa alla Cattedrale, si trova il pozzo le cui acque sono tradizionalmente benedette all’alba del 29 giugno. Chi partecipa alla festa può recarsi alla cappella per attingere quest’acqua, ritenuta dalla tradizione popolare protettiva contro i morsi di ragni e serpenti per tutto l’anno successivo. È uno dei gesti più radicati nella devozione popolare locale, e resta uno dei punti di contatto più diretti tra il culto religioso e l’antico legame con il tarantismo.

Fonti e aggiornamenti ufficiali

Pugliese di nascita e ricercatore instancabile di storie locali. Da anni mi dedico allo studio e alla divulgazione delle tradizioni, dell'attualità e della storia meno nota della Puglia. Che si tratti di spulciare archivi per ritrovare l'origine di una festa patronale, o di analizzare le dinamiche sociali ed economiche dei nostri borghi, il mio approccio si basa sempre sulla verifica accurata delle fonti e sul confronto diretto con il territorio. Scrivo per offrire ai lettori un'informazione puntuale, verificata e ricca di contesto, guidandoli alla scoperta dell'anima più autentica, dinamica e a volte inedita della nostra regione.