Taranto è una città che negli ultimi anni sta vivendo un’autentica fase di crescita, sempre più riconosciuta come una delle destinazioni più interessanti del Sud Italia. Il suo fascino unico, sospeso tra storia millenaria e mare cristallino, sta attirando un numero crescente di visitatori che scelgono di scoprirla non più di passaggio, ma come meta vera e propria.
Questo sviluppo si riflette anche nei grandi eventi che oggi animano la città: dal celebre Concerto del Primo Maggio di Taranto, diventato una delle manifestazioni musicali più attese del Mezzogiorno, alla Settimana del Mare, dedicata alla cultura marinara tarantina, passando per il Medita Festival, rassegna internazionale che porta nel capoluogo ionico musica, performance e contaminazioni artistiche. A questi si aggiungono le Giornate della Magna Grecia, gli eventi sportivi sul lungomare e le iniziative enogastronomiche che celebrano le tradizioni locali.
In questo articolo nell’articolo vedremo cosa visitare assolutamente a Taranto, sia a piedi che di sera, e quali luoghi evitare se hai poco tempo a disposizione, a favore di altri.
Cosa vedere a Taranto: 10 attrazioni da non perdere
Procediamo tappa per tappa alla scoperta di Taranto, partendo dalle attrazioni da visitare durante il giorno.
MArTA – Museo Archeologico Nazionale di Taranto

Di “Maestro della battaglia delle navi” – Opera propria, CC BY-SA 3.0
Il MArTA è una delle tappe più adatte da inserire tra le cose da vedere a Taranto in mezza giornata, perché permette di comprendere in modo chiaro l’evoluzione storica della città in un tempo di visita contenuto. Il percorso espositivo copre un arco di tempo molto ampio, dal Paleolitico all’Alto Medioevo, e documenta tutte le fasi che hanno segnato l’area tarantina.
Nelle sale sono presenti reperti che testimoniano gli insediamenti preistorici in Puglia, materiali provenienti dalla Taranto greca e romana, oggetti d’uso quotidiano, terrecotte figurate, vasellame e sculture. Una sezione è dedicata agli Ori di Taranto, una raccolta di gioielli di epoca ellenistica e romana che rappresenta uno dei nuclei più rappresentativi del museo.
La visita richiede in media 2-3 ore, un tempo che permette di seguire con calma il percorso e osservare le sezioni principali. Il museo si trova in via Cavour 10, all’interno dell’ex Convento dei Frati Alcantarini del XVIII secolo.
Castello Aragonese di Taranto

Il Castello Aragonese sorge sull’estremità dell’isola che ospita il Borgo Antico, dove in origine si trovava una rocca bizantina. Tra il 1487 e il 1492 la fortezza fu ricostruita su ordine di Ferdinando d’Aragona, su progetto di Francesco di Giorgio Martini. La nuova struttura, con mura robuste, torri cilindriche agli angoli e un fossato difensivo, rispondeva alle esigenze militari dell’epoca.
Nel corso dei secoli, il castello è passato da ruolo difensivo a caserma e prigione: tra i detenuti d’epoca vi fu Alexandre Dumas padre. A partire dal 2003 la Marina Militare Italiana ha avviato restauri per riportare alla luce le strutture originarie, rendendo oggi visibili elementi che coprono quasi tremila anni di storia, dalle vestigia greche e bizantine fino al periodo aragonese.
Il sito è aperto al pubblico grazie a visite guidate gratuite, che si svolgono ogni giorno; durante il tour è possibile visitare torri, bastioni, cortili interni, passaggi sotterranei e godere di viste sul canale e sul mare. Per chi sta a Taranto uno o più giorni, il Castello Aragonese rappresenta una tappa chiave: un ponte concreto tra passato e presente, che racconta la lunga storia della città.
Ponte Girevole di Taranto

Il Ponte Girevole collega l’isola del Borgo Antico alla città nuova, superando il canale navigabile che unisce il Mar Grande al Mar Piccolo. La prima versione del ponte fu inaugurata nel 1887 con un sistema idraulico che permetteva la rotazione dei due semiponti. L’attuale struttura metallica, azionata elettricamente, risale al 1958 e mantiene lo stesso principio: i due bracci ruotano lateralmente per consentire il passaggio delle navi militari e commerciali dirette verso l’Arsenale o in uscita dal porto.
Osservare l’apertura del ponte è un momento caratteristico della città, seguito dai residenti e da chi si trova in visita. Il passaggio delle navi attraverso il canale evidenzia il ruolo strategico dell’infrastruttura e il legame storico tra Taranto e il mare. Durante la sosta è possibile riconoscere dettagli della struttura, le torri del Castello Aragonese e le vedute sul canale.
Per chi vuole visitare Taranto in un giorno o in mezza giornata, il Ponte Girevole rappresenta una tappa immediatamente accessibile e ben inserita in un itinerario che unisce centro storico, castello e lungomare, offrendo anche un punto di osservazione utile per comprendere lo sviluppo urbanistico della città.
Città Vecchia di Taranto

La Città Vecchia si trova sull’isola che separa Mar Grande e Mar Piccolo ed è il nucleo storico più rappresentativo della città. La sua struttura urbanistica conserva tracce medievali, con vicoli stretti, corti interne e percorsi che seguono gli antichi impianti della Taranto greca e romana. All’interno dell’isola si incontrano edifici religiosi come la Cattedrale di San Cataldo, chiese minori, palazzi nobiliari e una rete di ipogei che documentano attività funerarie, artigianali e commerciali sviluppate nei secoli.
Passeggiando tra le vie si osservano punti panoramici sul canale navigabile e sui due mari, oltre a interventi di recupero che hanno riportato in uso spazi culturali e abitativi. La visita permette di comprendere le fasi storiche che hanno determinato la crescita urbana della città.
Per chi vuole conoscere Taranto in un giorno, la Città Vecchia rappresenta una tappa utile perché riunisce molti dei principali elementi identitari: il rapporto con il mare, la stratificazione storica e l’organizzazione originaria della vita cittadina.
Lungomare Vittorio Emanuele III

Uno dei punti più importanti per chi visita Taranto a piedi è Il Lungomare Vittorio Emanuele III, un’area aperta e accessibile a tutti, ideale per una camminata rilassante oppure una sosta al tramonto. Affacciato sul Mar Grande, consente di ammirare l’acqua, le barche e, con un po’ di fortuna, le sagome delle isole all’orizzonte. La zona nacque con il quartiere del Borgo Umbertino e fu ridefinita durante il periodo fascista con grandi palazzi e un progetto urbano che valorizzò l’affaccio al mare.
Cattedrale di San Cataldo

Di Benjamin Smith – Opera propria, CC BY-SA 4.0
La Cattedrale di San Cataldo si trova in Piazza Duomo nel cuore del centro storico di Taranto. È l’edificio religioso più antico della Puglia e attuale sede metropolitana dell’arcidiocesi. Le sue radici risalgono a una chiesa paleocristiana del V secolo, ma la struttura attuale nasce da una ricostruzione del X secolo, su volere dell’imperatore Niceforo II Foca. La facciata visibile oggi è in stile barocco, frutto di un rifacimento del 1713.
All’interno, la navata centrale, accompagnata da colonne e capitelli di epoca greco-romana, si affianca a elementi medievali come un mosaico pavimentale datato 1163-1165, e a arredi barocchi: il soffitto ligneo a cassettoni, le cappelle laterali, il coro settecentesco, e la cappella che custodisce le reliquie del patrono cittadino. Sotto l’altare maggiore, una cripta del X secolo, con affreschi e antiche sepolture, testimonia la lunga storia religiosa e sociale della città.
La Cattedrale è aperta al pubblico, l’ingresso è gratuito e gli orari generalmente sono: lunedì-sabato 08:00-12:30 e 16:00-19:00; domenica e festivi 08:00-13:00 e 17:00-20:00. L’edificio è accessibile anche a persone con disabilità. Per chi visita Taranto in due o tre giorni, la Cattedrale di San Cataldo è una tappa imprescindibile: offre un concentrato di storia, architettura e spiritualità.
Tempio di Poseidone

Il Tempio di Poseidone si trova in Piazza Castello, nel punto di raccordo tra il Castello Aragonese e l’ingresso della Città Vecchia. È il più antico tempio greco della Magna Grecia, costruito nel VI secolo a.C., del quale restano oggi due colonne doriche integre e la base di una terza, alte circa 8,5 metri. L’edificio originario era probabilmente un tempio periptero con sei colonne sul fronte e tredici sui lati lunghi, orientato verso il canale navigabile. Attribuito nell’Ottocento a Poseidone, potrebbe essere stato dedicato anche a una divinità femminile secondo ricostruzioni più recenti.
Il sito è all’aperto e non prevede un’area “musealizzata”: le colonne sono visibili liberamente in qualsiasi momento della giornata, senza biglietto né orari di chiusura. Non esistono visite guidate dedicate solo al tempio, ma molte visite organizzate del centro storico lo includono come prima tappa. Per chi visita Taranto uno o più giorni, può integrarlo al proprio itinerario, soprattutto se stai visitando la città a piedi.
Taranto Sotterranea: un viaggio sotto la città
Sotto la superficie della Città Vecchia di Taranto si nasconde una rete di ambienti sotterranei: ipogei, grotte, cavità scavate a partire dall’epoca greca che raccontano secoli di storia, lavoro e trasformazioni urbane. Il progetto “Taranto Sotterranea” propone tour guidati per esplorarli e conoscerli.
Una delle tappe principali è l’Ipogeo de Beaumont Bellacicco (oggi “Museo Spartano”), in Corso Vittorio Emanuele II 39: una cava greca trasformata nel tempo in ambienti funerari, magazzini e spazi di servizio, oggi restaurata e visitabile. L’ipogeo si sviluppa su quattro sale, circa 800 m², con una profondità che raggiunge i 16 metri sotto il livello stradale. Le visite sono gestite dall’associazione Filonide e si tengono, su prenotazione, la domenica con partenza ore 11:00.
Per chi vuole addentrarsi ancora di più, il progetto include un percorso più ampio che attraversa vari ipogei sotto diversi palazzi nobiliari, vie storiche e antiche aree di cava. Ad esempio, il “Tour Blu” propone la visita guidata di tre ipogei per circa due ore, con ticket intorno a 12 €, gratuito per i bambini sotto i 12 anni. Appuntamento all’Info Point in Piazza Castello (nei pressi del Ponte Girevole).
Isole Cheradi
Le Isole Cheradi formano un piccolo arcipelago davanti a Taranto e comprendono San Paolo, San Pietro e l’isolotto di San Nicolicchio, oggi scomparso. La loro storia è legata da sempre alla fondazione della città: gli antichi Greci le chiamavano Elettridi, in onore di Elettra, figlia di Poseidone e sorella di Taras, il fondatore di Taranto. Secondo la tradizione, proprio qui avrebbe sostato Dedalo, in fuga da Creta, lasciando sull’isola due statue votive.
Nel Medioevo le Cheradi divennero un luogo di culto ricco di monasteri e piccole chiese, oggi non più visibili. L’isola di San Paolo conserva ancora il forte costruito per volontà di Napoleone Bonaparte, testimonianza della posizione strategica dell’arcipelago. Con l’Unità d’Italia le isole passarono alla Marina Militare, che tuttora gestisce soprattutto San Paolo.
L’unica isola visitabile è oggi San Pietro, considerata una delle mete naturalistiche più interessanti di Taranto. Secondo una tradizione locale, qui sarebbe sbarcato San Pietro prima di raggiungere Roma. L’isola è una piccola riserva: mare limpido, fondali ricchi di posidonia, spugne e stelle marine, e una vegetazione interna con lecci, querce e platani.
Dal porto di Taranto si raggiunge San Pietro con una traversata di circa 40 minuti.
Le spiagge di Taranto

La costa di Taranto offre diverse soluzioni per chi vuole trascorrere una giornata al mare senza allontanarsi troppo dalla città. Sebbene non abbia la stessa notorietà delle spiagge del basso Salento, il mare di Taranto e provincia presenta tratti sabbiosi con acqua limpida e fondali adatti anche a chi cerca relax e tranquillità.
Procedendo verso sud, a circa venti chilometri dal centro, si raggiunge Marina di Pulsano, seguita da Marina di Lizzano: zone caratterizzate da sabbia chiara, tratti di macchia mediterranea e un mare turchese che richiama scenari più blasonati della Puglia. Qualche chilometro oltre si trova Campomarino di Maruggio, nota per le sue dune costiere e per il mare trasparente. Proseguendo ancora in direzione del Salento, prima delle spiagge più affollate come Punta Prosciutto, si arriva a San Pietro in Bevagna, località con ampie distese sabbiose e fondali bassi.
Cosa mangiare a Taranto
La cucina tarantina riflette il rapporto della città con il mare e con le tradizioni della Puglia ionica. Il piatto più rappresentativo è la cozza tarantina, protagonista di ricette semplici e diffuse come impepata di cozze, cozze ripiene e riso, patate e cozze, uno dei simboli gastronomici della zona. Accanto ai frutti di mare, il pescato locale include seppie, triglie, polpi e pesce azzurro, spesso serviti alla brace o nelle versioni tradizionali delle trattorie del centro.
Tra le proposte di terra compaiono le orecchiette con le cime di rapa, le focacce tipiche e gli gnummaridd, involtini di interiora ovine diffusi in tutta l’area ionica. Nelle panetterie e nelle rosticcerie si trovano panzerotti, taralli e prodotti legati alla tradizione contadina delle masserie.
Per completare un pasto, vale la pena assaggiare i dolci locali come il mandorlato, le pettole (soprattutto in periodo natalizio) e le paste di mandorla. I vini più presenti nei ristoranti e nelle cantine della provincia sono quelli prodotti nel Tarantino e nella vicina Valle d’Itria, fra cui Primitivo, Negroamaro e bianco d’Itria.
Meteo a Taranto: che tempo fa nei prossimi giorni
- Temperature
- Precipitation
- Rain Chance
- Wind
- Humidity
- Pressure
Divulgatore ambientale ed esploratore appassionato del territorio pugliese. Ho trascorso gran parte della mia vita a studiare, fotografare e mappare i diversi ecosistemi della nostra regione: dai laghi costieri di Lesina, Varano e Alimini, fino alle scogliere salentine e alle gravine murgiane. Grazie ad anni di esplorazione sul campo e studio indipendente della biodiversità locale, mi occupo di raccontare la ricchezza della flora e della fauna di Puglia. Il mio obiettivo è fornire guide dettagliate, sicure e scientificamente accurate per scoprire le nostre spiagge e riserve naturali, promuovendo costantemente la tutela ambientale e un turismo consapevole.




