Albergo diffuso

Alberghi diffusi in Italia e la realtà di Locorotondo

Fu Giancarlo dall’Ara ad utilizzare per la prima volta il termine albergo diffuso negli anni ’80, all’epoca un consulente di marketing dell’ospitalità, che aveva il compito di rilanciare il turismo della zona del Friuli Venezia Giulia, distrutta da un violento terremoto.

Così gli venne l’idea dell’albergo diffuso, trovando una soluzione innovativa e creativa ad una drammatica situazione.

Si rifiutò di costruire nuovi alberghi per i turisti, optando invece per trasformare e rendere ospitali le case già esistenti e portando avanti l’idea di poter stare nel paese anziché in un hotel.

Il termine albergo diffuso sta ad indicare proprio un hotel con tutti i suoi servizi e confort, ma diffuso, quindi al posto di avere le camere tutte in un’unica struttura, esse sono sparse in più edifici all’interno del paese.

Un’idea non recente quindi, che guida i visitatori verso le destinazioni lontane dai classici circuiti turistici d’Italia, ma che oggi più che mai diventa innovativa: in un periodo post pandemia infatti, le piccole realtà sono un tipo di turismo d’eccellenza, turismo di prossimità, verso piccoli borghi o realtà, dove le persone possono vivere le caratteristiche, tipicità e unicità del luogo.

“Questa tipologia di hotel permette ai visitatori di vivere il lato più autentico, anche se sfuggente, dell’Italia: la vita quotidiana nei suoi piccoli paesi”, afferma in un’intervista il professor Dall’Ara. “Incoraggia uno scambio tra i viaggiatori che vogliono conoscere un territorio e le persone del posto che aprono le loro porte per condividere il loro patrimonio e tradizione.”

Quali caratteristiche deve avere un albergo per considerarsi diffuso?

Innanzitutto bisogna utilizzare l’architettura esistente che è l’emblema del luogo e delle attività locali.

L’arredamento anche deve essere in linea, non troppo moderno quindi, l’obiettivo è salvaguardare le strutture storiche. Un albergo diffuso bisogna immaginarlo come un luogo al quale gli è stata data una nuova vita.

Ovviamente ci sono anche aree comuni dedicate agli ospiti, quindi una hall per il check-in e una sala da pranzo per la colazione.

Potreste paragonarlo ad un agriturismo o un bed & breakfast, ma qui si crea una vera e propria comunità tra gente del posto e turisti, donando la possibilità a quel paese di una vera rinascita economica e sociale: poter fare un’esperienza locale, con le tradizioni e le usanze che vengono esaltate oltre che difese e preservate.

L’eccellenza dell’albergo diffuso in Puglia è “Sotto le Cummerse”

Solita idea di Giancarlo Dall’Ara, trasportati dall’amore e dalla passione delle tradizioni delle loro terre natali, ebbero Angelo Sisto e la moglie Teresa Salerno, tornati a Locorotondo, conosciuto come uno tra ‘I Borghi più Belli d’Italia’, abbracciando l’idea di vivere il centro storico di questo paesino, donando lo stesso clima e la stessa possibilità anche alle persone in visita: anzi, ai turisti.

Perché, come detto prima, dare una seconda vita in questa maniera ad un borgo o ad un paesino, vuol dire aprire le porte al turismo, che aiuta anche le altre attività locali.

Così L’Albergo diffuso di Locorotondo, Sotto le Cummerse, è un insieme di dimore d’epoca all’interno del centro storico di questa zona, orgoglio della Valle d’Itria.

Senza rinunciare alle comodità e ai comfort degli alberghi, l’accoglienza e l’ospitalità sono il punto cardine di questa realtà pugliese, stando attenti ai bisogni dell’ospite, aiutandolo nella scoperta del territorio, della buona cucina tradizionale, i servizi esperienziali che offre la zona, in modo che il soggiorno diventi un’emozione e un ricordo che si porteranno via per sempre.

C’è stato un gran recupero architettonico delle case con il contributo dei “mastri” della zona, attenzione alla scelta dei materiali, che hanno permesso il pieno recupero delle case del centro storico con tecniche come la lavorazione della “pietra a secco” e del restauro, metodi antichi, anch’essi tornati alla luce.

Altri importanti alberghi diffusi…il Sextantio

La storia degli alberghi diffusi del Sextantio, è una storia bella da raccontare e da ascoltare, che riguarda in Italia due realtà, in Abruzzo, a Santo Stefano di Sessanio per l’esattezza e a Matera.

Daniel Kihlgren durante un suo tour in moto lungo lo stivale, negli anni ‘90, passando in Abruzzo, fu colto dal fascino di un paesino e decise di acquistare, recuperare e ridare vita ad alcune case del borgo abbandonato di Santo Stefano di Sessanio, vicino l’Aquila.
Creando allora un albergo diffuso e passando poi alla realizzazione di un operato simile anche nella bellissima e suggestiva Matera.

Sono effettivamente due borghi perfetti per tornare a nuova vita “turisticamente”: con case sparse, non vicine tra di loro ma disposte tra strade, viuzze e piazze.

Così Santo Stefano di Sessanio risorge dopo molteplici anni di ristrutturazione sempre tutelando l’ambiente e rispettando le regole antisismiche.
Il Borgo non ha subito grandi ripercussioni dal terremoto dell’Aquila nel 2009, anche se sono presenti ancora gru e impalcature che stanno ultimando dei lavori.

L’importanza di entrambe le realtà del Sextantio è l’idea di un “patrimonio” da tutelare: con un vero e proprio accordo di inedificabilità in modo da preservarne l’identità senza sciupare l’integrità della storia del posto con il paesaggio circostante.

Le case, oggi camere dell’albergo, hanno salvaguardato addirittura le metrature originarie, senza molte alterazioni.
E’ stato scelto solo materiale di recupero, quello autoctono, lasciando integre anche le tracce che dicono che lì una volta, c’era una famiglia a viverci.
I mobili sono del posto, recuperati in tempo prima che finissero nelle discariche o salvati dai camini, perché in tempo di fame e carestie anche i mobili venivano usati per scaldarsi.

Nasce così un albergo di charme e grande attrattiva, con spazi originari e autentici ma con funzionalità e servizi tipici dei moderni alberghi.

Ci sono sì atmosfere intime, che fanno fare letteralmente un tuffo nel passato rendendo gli ospiti vicini alla storia del borgo, anche attraverso le attività di manifattura rese disponibili dal Sextantio, ma sono case-camere anche dotate di tutto quello che occorre per trascorrere una vacanza piacevole in completo relax.

Una vera e propria ricerca dell’anima più arcaica di questi luoghi per conservarne l’identità e regalare, per la tua prossima vacanza, originalità ed autenticità.

Pronti a cambiare il modo di fare vacanza e soggiornare in alberghi dove potrete vivere la vera essenza del luogo?

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