Dimenticate il Salento della movida selvaggia, delle ampie spiagge sabbiose sovraffollate, del frastuono da discoteca e delle interminabili code sulla litoranea. A Castro, sulla costa adriatica, 20 chilometri a sud di Otranto e 30 a nord di Leuca, il Tacco d’Italia mostra un volto diverso, più autentico e rilassato.
Qui, tra i vicoli del centro storico, bande di bambini giocano sotto lo sguardo sereno degli anziani, profumi di cucina verace si diffondono tra le imposte socchiuse e un silenzio quasi sacrale domina la lunga siesta pomeridiana. Poi, all’imbrunire, le feste di paese accendono la sera con luminarie in legno bianco e musiche tradizionali.
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Cosa vedere a Castro: 5 attrazioni da non perdere
Premiata con la Bandiera Blu da diversi anni, Castro vanta un mare cristallino che, tra scogliere e calette, sfuma dal cobalto al verde smeraldo. La costa è rocciosa e frastagliata, priva di sabbia: ogni sporgenza verso il mare diventa un trampolino naturale per tuffi spettacolari. Le famiglie prediligono la discesa a mare dei Camerini, vicino al porto, mentre i nuotatori esperti si lanciano dalle rocce di Punta Correnti o dall’Argentiera, lungo la strada verso Leuca, dove le onde assumono una tonalità d’azzurro ormai leggendaria.
Grotta Zinzulusa

Una delle cose da vedere a Castro è senza dubbio la Grotta Zinzulusa, il cui nome deriva dalle stalattiti che pendono dal soffitto come “zinzuli”, ovvero stracci stesi ad asciugare, secondo l’immaginazione dei primi pescatori che la scoprirono.
Con i suoi 150 metri di profondità e cavità dalla conformazione spettacolare, la Zinzulusa è oggi considerata uno dei dieci ambienti carsici più importanti al mondo. La visita si snoda attraverso un percorso suggestivo dai nomi evocativi: si entra nella Grotta del Diavolo, si attraversa il corridoio delle Meraviglie, e si giunge infine al Duomo, una grande sala dal soffitto altissimo, un tempo abitata dall’uomo preistorico, oggi rifugio di pipistrelli che tollerano il costante via vai dei turisti.
Proprio questi pipistrelli, un tempo molto più numerosi e indisturbati, avevano lasciato dietro di sé strati di guano così spessi che, nel 1950, quando iniziarono i lavori per rendere la grotta visitabile, ci vollero giorni per rimuoverlo, ormai pietrificato. Ancora oggi, curiosi graffiti degli operai testimoniano quell’impresa.
Alla fine della grotta, si apre il misterioso laghetto Cocito, dove le acque sono dolci in superficie ma salmastre in profondità. Qui vivono rarissimi crostacei ciechi e incolori, unici esemplari di una specie che risale a oltre duecentomila anni fa: un incredibile frammento di preistoria, nascosto nelle viscere della terra salentina.
Oltre ad essere una delle grotte più affascinanti della zona, nei pressi dell’ingresso è possibile fare il bagno in acque limpide, circondati da scenari mozzafiato.
Grotta Romanelli
Un’altra cavità di straordinaria importanza storica è la Grotta Romanelli, accessibile solo agli studiosi autorizzati dalla Sovrintendenza. Qui sono stati rinvenuti graffiti e strumenti del Paleolitico, oggi custoditi nel Museo Archeologico di Maglie. Si tratta di uno dei siti preistorici più rilevanti del Salento, che testimonia la presenza dell’uomo già in epoca remota.
Tra la Grotta Zinzulusa e la Grotta Romanelli si estende un affascinante itinerario subacqueo: è il primo Sentiero Blu del Salento, un percorso che si snoda a circa 7 metri di profondità, tra cernie, saraghi e molluschi variopinti. I fondali sono ricoperti da cespugli di Posidonia oceanica, e cartellini sommersi guidano i sub e gli snorkelisti nell’identificazione delle diverse forme di vita marina.
In primavera, tra queste acque cristalline fa capolino anche la vopa (boga, in italiano), un piccolo pesce locale protagonista della Sagra del pesce “a sarsa”, una tradizione molto sentita. Il pesce viene fritto e marinato con mollica di pane, aceto, menta e aglio, secondo una ricetta povera ma saporita. Durante la festa, che si tiene di solito a fine aprile, Castro Marina si riempie di vita: pescatori e cuoche, turisti stranieri e pugliesi dell’entroterra si riuniscono sul lungomare per assaggiare la specialità locale offerta gratuitamente a tutti.
Castro Superiore
Per seguire le tracce più antiche della storia di Castro, bisogna salire verso Castro Superiore, l’antico nucleo arroccato sul promontorio. Qui, tra vicoli silenziosi e panorami mozzafiato, si svela il passato millenario del borgo. La zona fu abitata prima dai Messapi, popolazione di origine illirica che si stabilì in questa parte del Salento, e in seguito dai Greci, che alleati di Taranto combatterono contro Roma. Fu solo nel 123 a.C. che il territorio entrò stabilmente nell’orbita romana, diventando colonia con il nome di Castrum Minervae.
Nel cuore del borgo sorge l’elegante chiesa dell’Annunziata, ex cattedrale costruita nel XII secolo e più volte rimaneggiata nei secoli con grande equilibrio. All’interno custodisce sculture romaniche, dipinti manieristi e barocchi, e un raccordo architettonico affascinante tra la navata cinquecentesca e il transetto medievale. Spicca, per qualità e intensità espressiva, la Deposizione attribuita a Gianserio Strafella (1520-1573), raffinato pittore salentino influenzato da Michelangelo.
Proprio accanto alla chiesa, sulla piazza principale, si trovano i resti di una basilica bizantina risalente al IX-X secolo, ulteriore testimonianza della stratificazione storica che caratterizza questo luogo.
Passeggiando per i vicoli di Castro Alta, si è avvolti da un’atmosfera sospesa nel tempo: facciate rosa antico e dettagli barocchi ricordano certe città siciliane, mentre le terrazze bianche punteggiate da gatti sornioni evocano la Grecia. Ovunque, tra i muri a secco, si intravedono piante grasse rigogliose e orti curati con amore, a testimonianza di una bellezza semplice e autentica.
Castello Aragonese
Il punto più alto e suggestivo di Castro è anche quello che le ha dato il nome: la fortezza, costruita sulle rovine di un’antica rocca romana e oggi conosciuta come Castello Aragonese. Superate le quattro torri, dominate dalla maestosa Torre del Cavaliere, ci si incammina lungo le antiche mura di fondazione messapica, percorrendo secoli di storia a cielo aperto.
Da qui la vista sulla costa è mozzafiato: nelle giornate limpide si distingue chiaramente il tratto che va da Capo d’Otranto a Santa Maria di Leuca, un orizzonte lucente che pare sospeso tra cielo e mare. Qui soffia sempre il vento: a volte lo scirocco caldo, che increspa l’acqua e la rende viva, altre volte la tramontana fresca, che stende il mare come una tavola di velluto.
Ma è al crepuscolo che il luogo rivela la sua magia più intensa: quando la luna alta illumina la baia, la roccia si tinge d’oro, la cattedrale si staglia silenziosa e Castro Marina si prepara alla festa, può capitare – in un istante fugace – di sentirsi catapultati negli anni Cinquanta, in un Sud romantico e senza tempo.
Il Tempio di Minerva
Proprio sotto il Castello Aragonese, in un’area archeologica ancora in fase di scavo e studio, si trovano i resti del celebre Tempio di Minerva, a cui si deve l’antico nome della città: Castrum Minervae. Secondo la tradizione, fu Enea a sbarcare qui, e fu accolto proprio in questo luogo sacro dedicato alla dea protettrice della saggezza e della guerra.
Le testimonianze archeologiche – mura, frammenti votivi, reperti in terracotta – confermano l’importanza del sito nell’antichità. La scoperta più significativa risale al 2015, quando gli archeologi rinvennero una statua di Minerva armata, databile al IV secolo a.C., che ha fatto riemergere l’interesse internazionale per Castro come uno dei principali santuari messapici del Salento.
Spiagge e mare a Castro: dove fare il bagno nel cuore del Salento adriatico
Se ti stai chiedendo dove sono le spiagge a Castro, sappi che questo affascinante borgo sulla costa adriatica del Salento non offre spiagge sabbiose.
Discesa a mare dei Camerini
A ridosso del porto di Castro Marina, questa è la zona più accessibile per le famiglie. La presenza di una scalinata comoda permette di entrare facilmente in acqua, perfetta per chi cerca un punto tranquillo dove rilassarsi.
Punta Correnti
Immersa nella macchia mediterranea, è una delle aree più amate dagli amanti del nuoto. Il mare è profondo, limpido e circondato da scogli piatti perfetti per prendere il sole.
Argentiera
Situata lungo la strada che conduce a Santa Maria di Leuca, è una caletta appartata con acqua azzurra intensa, spesso descritta come uno dei punti più belli per fare il bagno vicino a Castro.
Cala dell’Acquaviva
A pochi chilometri da Castro, nel territorio di Marittima, si trova questa piccola meraviglia nascosta tra le scogliere. L’acqua è fresca, trasparente e circondata dal verde, creando un’atmosfera da paradiso segreto.
Marina di Andrano e Grotta Verde
Più a sud, questa località offre la possibilità di nuotare all’interno della Grotta Verde, dove la luce del sole, riflessa sull’acqua, crea un effetto smeraldo che lascia senza fiato.
Porto Miggiano
Vicino a Santa Cesarea Terme, è una baia suggestiva con fondali ideali per lo snorkeling. Le pareti rocciose, l’acqua trasparente e la tranquillità la rendono una tappa perfetta per chi cerca mare incontaminato.




