Bandiere Blu Puglia 2013

maregarganoL’estate 2013 è alle porte e come ogni anno ecco l’attesa classifica firmata Bandiera Blu, che riconosce ai  mari italiani un “premio” per il rispetto dei canoni di gestione sostenibili per l’ambiente circostante.

Ecco le località balneari della Puglia che per questo 2013 hanno ricevuto la prestigiosa Bandiera Blu.

Bari: Polignano a Mare, Monopoli – Lido Rosso, Castel S.Stefano, Capitolo

Brindisi: Fasano,Ostuni

Foggia: Rodi Garganico

Lecce: Salve, Castro, Melendugno, Otranto

Taranto: Ginosa – Marina di Ginosa

Trulli

tarturiello-01Vivere in un trullo, è un’esperienza unica. Piccole stanze con soffitto a cupola; tetti a cono costruiti di bianchi blocchi di pietra calcarea chiusi da agili pinnacoli dalle forme diverse; larghi muri, bianchi o dai caldi colori, che rendono gli interni freschi d’estate, caldi d’inverno; nicchie ricavate nei muri come scaffali e tutt’intorno una natura antica, dolce, accogliente e odorosa di profumi che cambiano con le stagioni.

Il trullo

Il termine trullo deriva dalla parola greca trullos che significa cupola, mentre il termine con cui venivano chiamate queste costruzioni a secco, nell’Altosalento e in tutta la Murgia, era semplicemente “casedda”, letteralmente piccola casa. Di questo si tratta in realtà, di una modesta ma confortevole casa costruita dai contadini che sagacemente utilizzavano la materia prima più abbondante nel loro territorio: la pietra calcarea. Oggi i trulli sono dichiarati patrimonio dell’umanità dall’UNESCO.

Origine

C’è chi per risalire all’origine dei trulli va sino al 1500 A.C., quando con il nome greco-classico tholos si indicava una cupola posta su di una tomba detta Tesoro di Atreo. Altri, invece, si riferiscono al termine greco-bizantino torullos, con il quale si indicava la sala a cupola del palazzo imperiale di Costantinopoli. Infine, il termine latino turris con le sue alterazioni turulla, trulla, trullum per indicare una piccola torre.

I trulli sono il primo esempio di costruzione isolante. Caldi d’estate e freschi d’inverno. Sia i muri sia il cono di copertura sono innalzati a secco, senza legami se non le schegge di calcare: così tra un tassello e l’altro si forma una camera d’aria che assorbe gli sbalzi di temperatura e la mantiene costante. Il cono di copertura di un trullo viene costruito senza alcuna intelaiatura, solamente con le chiancarelle posate a mensola una sull’altra in cerchi sempre più stretti fino all’imbuto finale.

I maestri trullari resero il trullo una dimora autosufficiente per gli uomini e gli animali; un unico vano di trenta metri quadri suddiviso per ricavare il focarile, il pozzo, il fienile, il deposito per il raccolto, i locali per lavorarlo. Alcune travi di legno, tuttora visibili nei trulli attuali, non avevano funzione strutturale ma servivano piuttosto per appendere le vivande e le provviste, tenendole sollevate da terra.

La cosiddetta passività della struttura dei trulli è in grado di assorbire anche le scosse di terremoto più forti.In una relazione del 1897 si parla di un ciclone che spazzò via tutto, lasciando intatti i soli trulli.

Tra storia e leggenda

Si pensa inoltre che anticamente i Trulli venissero utilizzati per evadere il pagamento delle tasse sulle case. Ci sono varie teorie in proposito. Una di queste afferma che i Trulli venivano usati per comunicare mediante segnali di fumo l’arrivo di eventuali controlli; in quel caso venivano letteralmente scoperchiati, in attesa di essere ricostruiti una volta passato il pericolo.

Una diceria popolare vuole che nell’approssimarsi della venuta del padrone che chiedeva il pagamento del dazio per la residenza nel terreno, ai cozzari bastasse tirare via una sola pietra per far crollare tutta la costruzione, facendo apparire il tutto come un semplice cumulo di pietre.

La Valle d’Itria

tarturiello-02La zona più importante dei Trulli è rappresentata dalla Valle d’Itria. Qui la città di Alberobello (BA), avendo un’intera area cittadina edificata con queste costruzioni, rappresenta a tutti gli effetti la “Capitale dei Trulli”.

Altre zone di particolare importanza sono rappresentate dalle campagne circostanti di Locorotondo (BA); Martina Franca (TA); Cisternino, Ostuni, Fasano e Ceglie Messapica (BR). Costruzioni simili sono presenti anche nella zona settentrionale del promontorio della Murgia, nelle zone di Monopoli e di Polignano a Mare (Bari); tali costruzioni più vicine al mare ed utilizzate per altri scopi, hanno evidenti particolari architettonici differenti.

Anche nel Nord-Barese, nella Murgia Nord-Occidentale, si rinvengono numerose costruzioni a trullo. Queste venivano soprattutto utilizzate, dai pastori, come ricoveri temporanei. Alcuni sono di fattura molto pregiata, altri invece molto più semplici. Altri tipi di trulli, detti anche “pajare” sono molto diffuse nei territori di Lizzano, Torricella, Sava e in tutto il Salento.

Puglia!!

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Masserie della Puglia

Il termine masseria indica una fattoria spesso fortificata molto diffusa nel sud Italia e in particolare in Puglia e Sicilia. La masseria, anni fa, era l’espressione di un’organizzazione geo-economica legata al Latifondo, la grande proprietà terriera che alimentava le rendite delle classi aristocratiche e della borghesia. Le masserie erano quindi delle grandi aziende agricole abitate, spesso, anche dai proprietari terrieri, ma la grande costruzione rurale comprendeva pure gli alloggi dei contadini, in certe zone anche solo stagionali, le stalle, i depositi per foraggi e i raccolti.

La nascita della masseria fu spesso un prodotto della colonizzazione baronale di vaste aree interne abbandonate ed incolte, negli anni tra il Cinquecento e il Settecento, quando la Spagna per approvvigionarsi dei cereali, concedeva la licenza di ripopolamento ai nobili del Regno delle Due Sicilie i quali arrivavano a fondare perfino dei veri e propri villaggi nei dintorni della costruzione originaria. Ancor oggi in Puglia, in particolar modo in Valle d’Itria , in particolare ad Alberobello ( la capitale dei Trulli) , e nelle campagne delle province Taranto, Bari, Brindisi, di Lecce, in Capitanata, nelle zone di tradizionale uso agricolo, è possibile incontrare tali costruzioni di notevole volume ed estensione per lo più in abbandono, ma sempre più restaurate e riutilizzate come aziende agrituristiche.

La Masseria ripropone lo schema della casa con corte agricola di tradizione mediterranea; di questa ha in comune quasi sempre il recinto, costituito da un muro alto e fortificato, e un unico ampio spazio centrale (corte o cortile) anche con funzione di aia, su cui si affacciano gli ingressi dei vari edifici di residenza e lavoro. Nelle masserie più recenti il perimetro fortificato è meno evidente e il recinto è più ampio. Infatti le masserie hanno avuto molte trasformazioni nel tempo, soprattutto tra il XIX e il XX sec., per adeguarle al gusto e alle esigenze dei proprietari per cui non sempre vi sono leggibili le forme originali, e a volte sono state trasformate in ville di residenza estiva dai proprietari più recenti, trasferendo altrove i locali di lavoro e di residenza del personale agricolo.

Le poche aperture e finestre rivolte verso l’esterno sono sormontate dalle “Caditoie”, aperture poste sui muri perimetrali del tetto dalla cui “bocca”si facevano cadere pietre e altri materiali pesanti che cercavano d’impedire l’accesso all’interno dei locali. Una porta grande d’ingresso sbarrata da un robusto portone permetteva l’accesso al grande cortile anche alle carrozze e ai carriaggi da trasporto. In genere una parte dell’edificio a scopo abitativo aveva uno o più piani alti nei quali abitava il “padrone” e la sua famiglia. I piani bassi erano adibiti all’uso abitativo dei contadini e come depositi delle provviste. All’interno del cortile vi erano anche le stalle per i cavalli o per i muli nonché i locali per polli, conigli e volatili vari di allevamento. Altri locali servivano per il deposito degli attrezzi da lavoro e come ricovero di cavalli.

Da alcuni anni si assiste al recupero di alcune di queste masserie storiche che vengono ristrutturate per adibirle ad agriturismi e a Bed & breakfast. In tal modo si raggiunge anche l’importante obiettivo di garantire la salvaguardia e la conservazione di tali storici monumenti. A differenza di simili esperienze europee (i paradores in Spagna o i Relais & Châteaux francesi) queste attività non sono gestite dallo Stato, ma dai privati, generalmente i singoli proprietari.

Stemma della Puglia

Stemma Regione PugliaIl sito istituzionale della Regione Puglia descrive ufficialmente lo stemma in questo modo:  « Lo stemma della Regione Puglia è costituito da uno scudo, a sua volta sormontato da una corona “federicana” dedicata a Federico II di Svevia. Lo scudo racchiude alla sua sommità 6 cerchi che rappresentano le sei province pugliesi. Il corpo centrale è costituito da un ottagono nel cui centro campeggia l’albero d’ulivo, simbolo della pace e fratellanza. L’ottagono invece, rappresenta Castel del Monte, costruzione di origine medievale che costituisce uno degli itinerari turistico-culturali più suggestivi della Regione. I colori dominanti dello stemma sono l’oro, l’argento, il rosso e l’azzurro del mare. »

Lo stemma regionale raffigura un albero d’olivo che non soltanto ricorda che l’olio extravergine prodotto dalla spremitura delle drupe di questo albero rappresenta una delle risorse più preziose e importanti per l’agricoltura pugliese, ma anche un elemento costante nel paesaggio che diventa anche segno di unità di tutta la regione, da nord a sud.

Clima in Puglia

cielodipugliaLa Puglia ha un clima tipicamente mediterraneo: le zone costiere e pianeggianti hanno estati calde, ventilate e secche e inverni miti. Le precipitazioni, concentrate durante l’autunno inoltrato e l’inverno, sono scarse e per lo più di carattere piovoso in pianura, mentre sull’altopiano delle Murge sono frequenti le nevicate in caso di correnti fredde da est. In autunno inoltrato e in inverno sono frequenti le nebbie mattutine e notturne nella Capitanata e sulle Murge. Le escursioni termiche tra estate e inverno sono notevolissime nelle pianure interne: nel Tavoliere si può passare dagli oltre 40 °C estivi ai -2 °C / -3 °C delle mattine invernali.

Meteo Regione Puglia a cura del Servizio Agrometeorologico Regione Puglia
su informazioni del Servizio Meteorologico Aeronautica Militare

Cucina pugliese

A breve, tante gustose ricette della cucina pugliese. Consigli pratici per la preparazione dei piatti tipici della Puglia e tanti suggerimenti sui migliori prodotti tipici della tradizione pugliese.

orecchiette

The Apulian Food in New York

I prodotti agro-alimentari e le eccellenze eno-gastronomiche della Puglia presentate a New York nel corso di un evento-degustazione denominato “The Apulian Food in New York”. Evento patrocinato dalla Provincia di Bari e dalla Provincia Barletta Andria Trani in collaborazione con l’AICAI, la Camera di Commercio di Bari e Italy-America Chamber of Commerce.